…e poi ti sentirai come un cane sperduto, e scambierai la notte con il giorno e niente sazierà la tua sete e vedrai il tuo nome inciso a bassorilievo su tutti i cassonetti dell’immondizia della città.
e poi?
…e poi bisogna perdere tutto, lasciare tutto, distaccarsi a tutto, smettere, con qualsiasi cosa , bisogna non desiderare più nulla, bisogna affrancarsi anche da se stessi.
e poi? Se uno non avesse nulla da lasciare o da perdere?
…allora, figlio mio, sarai salvo.
Certo la gente non lo capirà. Ti diranno che sei stupido, ti vedranno cadere mille volte
e rideranno duemila, ma tu non preoccuparti. Va’ per la tua strada, fino in fondo.
Preoccupati di non causare dolore e non curarti del tuo cuore, lascia che abbai e che si nutra del vuoto che ti avvolgerà prima di prendere sonno.
Lascia che i demoni cantino le loro atroci nenie e che l’alba porti sempre un colore nuovo attraverso i vetri della finestra. Ma lotta. Combatti l’abbandono. Combatti ogni pensiero negativo, anche quando avranno vita facile, il terrore ha esperienze millenarie, tu sei ancora giovane, ti servirà un colpo di classe, per uscirne.
Ma se, nel frattempo, avrai imparato qualcosa, il tuo corpo reagirà in maniera decisa.
Ancora prima che te ne accorga ne sarai fuori, o dentro, a seconda del momento.
Vedrai, figlio mio, la bellezza che ti porti dentro, come una spada lucente uscire fuori dal tuo petto. E sii educato quando padroneggerai il sacro fuoco della verità.
Non fare come adesso che impazzisci e mandi a fanculo il prossimo ogni cinque minuti. Ma sono cose che ti verranno col tempo.
Adesso il dolore e la paura ancora ti confondono. Sei giovane. Imparerai…
Sei sulla buona strada.
Figlio mio, L’amore è terrificante per i cuori sinceri, ti devo mettere in guardia, è il mio dovere, ma tu non preoccuparti. Non si muore per amore. Solo i fessi muoiono per amore, ma i fessi soccombono comunque, tanto meglio, allora, morire per amore…
…ma dicevo, non preoccuparti, non è il tuo caso, tu sei stronzo, sei sincero, ma non sei fesso.
Adesso chiamala, scusati, e dille quello che senti. Fosse anche un vaffanculo.
Dal romanzo ” amore a tre gambe scalene”
cap 7 Nel nome del padre.

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