le illuminazioni arrivano quando meno te lo aspetti,
al netto di quelle delle feste, ché quelle arrivano puntuali
ad ogni festività. Comunque, dicevo, un giorno, ti svegli, e pensi,
che è così che deve andare, e resti, oppure te ne vai, ma
niente sarà più lo stesso, perché le cose cambiano, è un dato di fatto.
E dentro di noi si aprono distanze, crepacci, tra un’idea e la’tra,
tra il passato e il futuro, tali che, il presente, lento e privo di malizia,
vi precipita sul fondo, col suo bagaglio di nostalgie e di sguardi
e di pensieri insicuri, isolandosi così dal resto del tempo.
Senza un futuro a cui guardare e ciechi di un passato ancora caldo,
anche gli addii risultano cosa leggera, ed il pensiero successivo
è che sta per arrivare il caldo, così, comincia a montare dentro il petto
un desiderio di gelato, al pistacchio e macadamia, magari.
Il resto dei pensieri si accodano come pulcini uno dietro l’altro,
e si incamminano freschi, vergini e leggeri, verso la gelateria.
Così è la vita, o così vorremmo che fosse.

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