Aprile che conosci
Il nome dei fiori di casa
Che hai dato un suono
Alla mia carne
Hai visto nascere Il primo amore
E poi lo hai visto morire
Ho preso in affitto
Un tuo giorno
E ne ho fatto Una vita
Piena di cocci, Di ombre
e di tremende primavere
Ricordami ch’ era dolce
Il ruscello
E che l’ cielo era azzurro
Ché adesso parto
E ho coltivato dentro
Una bruma dagli artigli spuntati
Un mostro oscuro di mestizia
Una pesante nostalgia degli occhi
Che ha bisogno di sole
Per completare il suo giro.
Una ruota del carro
Lasciava solchi profondi
E bianchi, un tempo, scavava
Nell’ arena delle strade.
Adesso la gomma è veloce
L’ Olio è bruciato
La strada più scura
scavata da solchi più oscuri,
E Semina piombo Sul petto.
Nascerá qualcosa di bello
Anche nell’ombra di Aprile.

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