Alea iacta est
Cristo o non cristo
Alea iacta est
Notte o non notte
Alea iacta est
Baci o non baci
Alea iacta est
Cuore o non cuore
Alea iacta est
Cristo muore
E Questo é tutto
Alea iacta est
Un povero cristo
Ha la morte nel cuore
questo è il resto
aleia iacta est
La caduta delle sirene
Ho visto uomini maneggiare maldestramente i grandi sentimenti
E poi li ho visti sparire dignitosamente
Tra le gallerie di vecchie linee metropolitane
Per lasciare che siano le rotaie, urlare,
ad ogni nuova fermata,
La caduta delle sirene
Strategie
Non ho che la poesia
Per contrastare l’ indifferenza dei giorni
Quando il mio nome si è perso
In una delle qualsiasi strade
Che ho percorso
Sono stato tutti i nomi
Il moribondo ed il Re che ha abdicato
Ho messo un tacco dodici
All’ ignoto senza forme
Che cresce senza darmi tregua nell’anonimato dei silenzi
E ne ho fatto la mia puttana
Dagli occhi belli
Di cui mi sono perdutamente
Innamorato.
Io sono la mia terra
io sono la mia terra.
la valle accogliente
dove scorre il fiume,
la montagna fresca
che si fa collina,
il campo abbandonato
che ha ingoiato l’aratro.
io sono la mia terra,
mi guardo e sento nostalgia
tu, Primavera
Vieni e fammi fiore,
prima che mi accenda
e come un dardo
pronto all’assedio,
bruci ancora,
nella notte dell’Estate.
la poesia è la donna a cui hai scoperto il fianco.
la poesia è la donna
a cui hai scoperto il fianco
troppo presto
“quando la cerchi
non c’è mai”
sarà poi lei a colpirti,
e quasi sempre
nel momento
meno opportuno,
in ogni caso
lascerà un profumo
di felicità nell’aria
e qualcuno
avrà soddisfazione.
con le mani nel sogno
Seduto sulla riva del giorno
aspetto che faccia buio
e che l’acqua salga.
così ritroverei la pace
tra le tue braccia severe,
che ad ogni gesto innamorano,
ad ogni cenno pacificano.
la mia indole soltera
che scalcia e sempre distrugge
ciò che di bello
ha incontrato il giorno, fatica,
ma si piega al tuo costume
pieno di assenze
e di abbagli improvvisi.
Sei Il mio felice tormento,
l’alba che ha sorpreso la notte
a frugare, con le mani nel sogno.
delusione
una delusione di donna
una delusione di cuore
coltiva la mia solitudine
una tristezza per gli occhi
non cammino
non scrivo
ci sono troppi bar
ci sono troppe donne
ci sono troppe mani
non scrivo niente
da diversi giorni
e non voglio camminare
non mi va di correre
ma la strada mi porta
a spasso
con un guinzaglio di vetro
tutto mi pare nuovo
in un mare di vodka
ho chiesto di nuovo il nome
a tutti gli amici
il mio si è perso
un sera, nel buio.
Treno del mattino
il treno al mattino
arriva in città
un rivolo d’acqua
si perde nel lago
siamo di sguardi stretti
ci guardiamo negli occhi
la vita è scritta sui volti
piove un grigio oscuro
da una settimana
i nostri umori si adeguano
ho messo gli occhiali da sole
semino il mio ridicolo ottimismo
ho scambiato un sorriso
con la ragazza difronte
la nostra vita è ancora dolce.
La vita oggi la sentiamo
come se avesse uno scopo,
si capisce.
Il treno si ferma in anticipo,
stridono gli acciai di scarsa qualità
dentro il crepitio dell’acqua,
qui siamo sonno e sorrisi,
abbiamo salvato il momento.
la stazione è una madre distratta
partorisce sogni e annuncia dolori,
se la strada non regala dolcezze
bisogna andare cercarle…
quando siamo ancora vivi..
la Volpe e l’Uva revisited
Come la volpe
che non arrivava all’uva
e si vedeva bassa,
certo, che la verità
col tempo, avrebbe
affinato il raspo,
sarebbe ac-caduto l’amore.
notorietà
mi accorgo che
il mercato è penetrato
nel fondo dei sentimenti
quando vedo gente rincorrere
la solitudine nei
nomi di persone note
facendo così morire
di solitudine la felicità
che da sempre si nasconde
tra i nomi comuni delle cose
e delle persone ignote.
Poesia per la festa della donna.
sei meglio di Equitalia, donna
ché manco bussi alla mia porta
ti prendi tutto e non mi hai mai scritto
manco uno straccio di raccomandata
