sono uscito con una ragazza assai bella

sono uscito con una ragazza assai bella

e ci siamo baciati all’ombra

che faceva il lampione con la chiesa,

e non ho sentito niente

dentro di me c’era una campana vuota,

nel fiume c’erano i miei occhi,

e le nostre lingue hanno danzato

in un teatro vuoto.

almeno non c’è stata

la necessità di un bis.

niente da dichiarare

Il Pastore tedesco abdica…
Piove…
qualcuno sta morendo comunque di fame
altri anche di sete
io ho una bottiglia di vino ma non ho
né fame né sete
Prada subisce un danno d’immagine
le scarpine rosse coccolano il callo
dalla strada qualcuno urla ” Puppa! “
sul fronte si spara comunque 
qui non ho niente da dichiarare…

mi interrogo

mi interrogo 
intorno alla parola
felicità
un’ombra limpida
nel fuoco di un mezzogiorno 
d’estate
bere una sorsata d’acqua
avere un posto
tra i suoi pensieri al mattino
farle posto trai miei pensieri di notte
rispondere al telefono col sorriso
ridere insieme per futili motivi
ed altre piccole cose.
mi interrogo sulla parola insieme
tra i diagrammi di Eulero Venn
l’ intersezione tra due solitudini
non è per forza un vuoto
la mancanza non è per forza un vuoto
mi interrogo su ogni argomento che conosco 
e che non conosco
ed ogni argomento parla della stessa cosa,
mai una volta che abbia associato
i sentimenti alle cose.
Stare bene, essere felici, fare felice qualcuno…
possibile che la vita sia solo questa?
Un urto contro una parete infinita?

L’eterna primavera

potrei sprofondarci in questo pozzo

mi ripeto, e non uscirne mai più.

se una rosa è una rosa è una rosa

una notte è una notte è una notte

e qui ne resta intatto il mistero.

questo è il fiore oscuro

che profuma di rosa.

lei è l’eterna Primavera,

io sono la sera leggera e l’orizzonte.

accendo le cose di rosso,

fischio lontano un tramonto

faccio da spalla alla notte,

il buio è uno scherzo annunciato

ma qui non si smette di  ridere.

ogni cosa

le cose sono infinitamente diritte
perché siamo infinitamente orbi.
ogni cosa accade in più di quaranta dimensioni
ogni cosa deflagra come una bomba
ogni cosa è un amore nel caos
ogni cosa per comodità ha le sue leggi a cui obbedire
ed un infinito d’altre leggi da trasgredire.

Come un faro

non guardarmi con quella pena negli occhi
e togli dalla voce quella compassione
io non chiedevo che bruciare e
adesso che ardo la mia solitudine
come un gas di scarto del più oscuro degli idrocarburi,
questa fiamma sporca pare un faro
piantato su di un’ isola.
Ed il tuo cuore fifone è una chiatta ben ancorata al fondale,
qualche scossone, ma niente di serio.
Qui è tutto un boato e un silenzio.
ci divide un mare che mi pare un lago
e la tua voce mi arriva intatta, mentre mi farfuglia il pennacchio.
il desiderio a picco sugli scogli fissa l’orizzonte,
non conosce speranza, aspetta, fa quello che può,
non escludendo affatto l’impossibile.
e mi ritrovo e mi riperdo e mi rivedo nel riflesso del fuoco
che sul pelo fermo dell’acqua, inscena sempre uno spettacolo,
addolcirebbe ogni cosa, anche la mia stessa esecuzione.

l’arte non è di questo mondo

Non vi dannate voi che avete aspirazioni terrene.
l’arte non è di questo mondo,
e pazienza se la morte vi darà la gloria.
le cose vanno come devono.
Piccoli sono gli uomini che vivono per la gloria.
Minuscoli quelli che la pretendono.
La bellezza è come la democrazia, non si esporta,
si esercita.
Uomo, tu sei figlio del tuo tempo,
e se non ti sta bene, datti pure al vaffanculo,
ma probabilmente sarai solo
anche ad ascoltare i tuoi lamenti.

Da quando ti conosco

Da quando ti conosco ho dato peso al tempo
Sento fisicamente il suo scorrere 
come un vento rugoso sopra il mio viso,
è come credere ai fantasmi.
Da quando ti conosco sono un po’ più fesso
Ho cominciato a ballare anche da sobrio
sopra i tavoli del mondo
Da quando ti conosco ho cominciato a perderti
una parola per volta
e la mia retorica a tratti stechiometrica
approssimata alla quarta cifra decimale
si è fatta rude e grossolana
e le sfumature, nette.
Sapere quello che si vuole intimamente
rende completamente idioti.
Anche se, io, modestamente, già partivo avvantaggiato.

distrazioni

uno di questi giorni

lo so, esploderò

come una mela 

in stop motion,

e di tutte le frattaglie

del mio corpo a brandelli

ne sono certo, 

ritroverete intatto il cuore.

Sorpreso vi dirà col suo innocente parlare

” Oops! Scusate, ho fatto troppo forte.”

Scremature

Come pezzi di carne appesi in vecchi mercati

ho messo le mie debolezze in vetrina,

convinto che siano più affascinanti

di qualsiasi grande vittoria.

Tutti sono capaci di vincere, avendo fortuna,

ma perdere con stile è un dono di pochi.

Pochi sanno vedere quanta bellezza è nascosta nelle sconfitte

ed io a quei pochi volevo parlare.

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