quanta solitudine
mi pesava sulle mani
non avete idea,
e quanto mi è pesato il cuore!
E gli occhi gonfi
di un lucido albume e di vino
che accerchiava isole deserte
di prati e carbone .
Ogni passo mi allontanava
dalla sua bocca,
coi suoi capelli.
io ero il randagio
che non conosceva cappio,
correvo, ringhiavo e mi sperdevo,
fin dove la sua voce arrivava,
là mi raccoglieva.
Cane di fuoco rabbioso
sul ciglio battuto
d’una autostrada di segni,
sempre piovosa, sempre lontana,
sempre straniera la strada.
Sempre docile al richiamo
mai addomesticato.
