il tuo silenzio
è la mia strada
una lastra di ghiaccio
quattrostagioni
su cui le mie parole
danzano, bruciano,
vagano, inciampano…
s’autofanculizzano
il tuo silenzio
è la mia strada
una lastra di ghiaccio
quattrostagioni
su cui le mie parole
danzano, bruciano,
vagano, inciampano…
s’autofanculizzano
torna il silenzio,
esauriti i tempi dei sorrisi
e dei soliloqui a mezza bocca,
si accende lunga, quanto basta,
una notte.
uno stretto tunnel senza luci.
Delle nostre voci,
soltanto le piccole eco,
dei nostri nomi, un loop
sopra piatti da DJ dimenticati accesi,
cadute ormai le ultime luci della festa.
Piccole cose…
Voci dei vinili non amplificati.
Due fruscii, poco più che polveri,
rumori sottili nella luce del giorno,
perduti nel brusio del traffico.
Solo di notte emergono chiare le parole.
La stessa notte che ci separa
come un abisso di cose da dire.
Il Concorso Musicale del Comune di Marsico Nuovo
L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.
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