Cose mi guardano e non mi ri-guardano

cose che mi ri-guardano

signora con bambino klimt style 
anni circa 45 
vestita da troppo giovane
solitamente sfoggia un gran bel culo
scolpito con ore due di glutei ripetuti in palestra.
trasuda vita matrimoniale a pezzi.

cose che non mi Ri_guardano

gnocca ben vestita milano style
anni circa 24
vestita da troppo vecchia
LV indossata a mo’ di cerotto post-AVIS
solitamente impugna anche un telefono
dotato di apparente supergravità
causa braccia iper_graciline.
Probabili tracce mutanda leopardata.

P.S.
Entrambe indossano troppo profumo. 

parole d’amore. V.M.


certe sere

sono un mattone

rosso e poroso, vorrei

esser rotto e scolpito

e leccato e goduto

come legno d’autore,

…la sua fica bagnata;

poi altri colpi di culo,

e d’ altre nuvole a gocce,

le preghiere del cielo, sporcan

con l’aria, i discorsi…

parole d’amore.

cose lontane

Un’ ansia di cose lontane,

un mare che monta tempesta

alla fine del fiume

riporta in città i detriti dei monti.

Alle volte mi lascia senza un sorriso,

sbatte una porta in faccia alle parole,

buffo capriccio senza zucchero.

un’ansia di cose lontane,

una notte troppo corta

lascia scoperti i piedi

nel mezzo dell’Inverno.

Poi qualche cosa arriva

senza una spiegazione,

una illusione liturgica

ma senza illusione,

una cosa di uomini,

ma più grande degli uomini,

una certezza di carne,

la carezza del suono,

una piccola voce si gonfia,

un temporale estivo

si fa spazio come una saetta

in un nulla di cielo,

senza muovere l’aria, nel silenzio,

uno spirito santo crudele,

una donna, un nome sinistro

innamorava con destrezza.

insonnia

la lampada sulla scrivania
continua a guardare il muro,
di notte fa una luce giallastra
come un finto tramonto,
i muri restano immobili,
non un colpo di scena.
la notte avanza 
senza che io me ne accorga.
la polvere sui libri
invece resta dov’è.

la musica stenta,
non attecchisce.
le lancette che avanzano 
non sono una buona misura del tempo.
le auto passano una alla volta,
frusciano sotto al balcone.
il resto è silenzio,
e non saprei dirlo meglio.
ci si abitua al silenzio,
e i sentimenti si adeguano
parlandosi addosso.

tutte le foto ricordo sono foto tristi

un uomo e una donna
un monumento qualsiasi
poi ci sono io
a scattare una foto triste
e solo io sento
tutta la stristezza della foto
loro si abbracciano felici
ed io con loro
gli sorrido
un monumento qualsiasi

dovrebbe sorridere
ai fotografi che sentono
la tristezza delle foto tristi
degli amanti felici

cosa resterà della tua e della mia giovane bellezza?

cosa resterà della tua e della mia giovane bellezza?
quali vanità intellettuali ci arrogheremo
dopo che il gesto ammaliatore
sarà vanificato dal tempo?
già ti vedo, vecchia, 
col tuo sguardo fermo, un poco umido
la tua mascella rugosa sotto le mie labbra molli
e la tua bellezza intatta 
la stessa luce di adesso a cancellare
la penombra inesorabile del tramonto,
la stessa luce che rivela al giorno
queste incerte parole.

Novembre

freddo è Novembre
se tu mi cadi addosso
con lo stesso angolo
che la luce piega al mattino
sul dorso dell’asfalto

i colori come lancette di orologi
conficcate alla sera
negli occhi di mezzogiorno

è la solita musica
il loop degli altri anni di carta
risuona ancora sulla mia pelle

sono rimasto in mezzo alla piazza
come una bottiglia di acqua fresca e sudata
sul tavolo di un Agosto qualsiasi

poi non ricordo,
ma qualcuna con una sete più grande della tua
deve aver bevuto senza respirare

e la strada poi si è fatta piccola
e la notte mi si è chiusa addosso
ho dormito senza le coperte.

Al risveglio, stamattina
ero accaldato e vuoto
di un infinito silenzio.

Parola.

metti una parola, mettila
al centro di una pagina bianca
oppure, magari,
circondata da altre poche lettere
per fare scena, per evitare inutili solitudini:

(Parola)

ed ecco che il significato
celato dietro ogni scrittura

diventa credibile, quasi visibile
si palesa nel nostro inconscio, ci interroga
come se fosse il fondamento della nostra
inspiegabile esistenza.

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