Eccessi.

se fossi davvero sincero

nello scrivere le mie poesie

scriverei di una nostalgia terrificante

fatta di mille veli di solitudini

sottili e morbidi al tatto

ma pesanti come un macigno

in assenza di vento.

Altre volte scriverei

di felicità senza nomi

fatte di mattine e di albe

e di camminate a notte fonda

umane,e quindi senza amore

profonde come il sentimento più nascosto

fresche come una pesca

alla fine di una corsa.

La mia poesia esiste solo negli eccessi

anche quando scrivo della normalità

si tratta comunque  di un eccesso di normalità.

La mia rivoluzione a colpi di Grazie.

Un tempo tenevo i sentimenti chiusi
in una stanza di pietra,seppure
il mio cuore fosse lo stesso di adesso,
la paura inchiodava i miei abbracci
ad invisibili tavoloni di legno
come agli assi della croce di Cristo.
Una donna su tutte si è immolata per la mia libertà
il suo culo era sincero e la sua bocca sempre dolce
e mi insegnò a camminare per i prati 
senza temere la maestosità dei fiori.
Adesso, quelle poche volte che ci sentiamo
non riesco a trattenere la mia riconoscenza,
poichè ero muto e adesso so parlare.

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