ovunque mi giri, stanotte,
vedo soltanto solitudini,
un senegalese ubriaco
vomita sotto al mio balcone,
una coppia incrocia le vite
sulla panca di marmo
al centro della piazza,
ai tavoli del bar
la gente parla e
fa un rumore di bicchieri,
nessun gatto
ad attorcigliare la coda
ai piedi delle sedie,
le loro risate odorano
di pelle fresca di concia
e tabacco ancora umido,
mentre l’eco ha steso un tappeto
di lino ai miei pensieri,
e loro cantano supini
braccia conserte a mezzanotte,
puntuali,la nostalgia del giorno.
