ogni volta che leggo uno scrittore che mi piace
mi approprio del suo linguaggio,
e per qualche tempo,non posso che scrivere i miei pensieri per sua bocca.
Questo,di solito, dura i pochi giorni dopo la conclusione del libro.
Poi mi restano solo i suoi sentimenti
come una piccola zavorra ancorata sul fondo dello stomaco
ed ogni qual volta ricomincio a scrivere
manco fossi un higlander
uso,inconsciamente, tutta la reminiscenza dei loro pensieri
per ricostruire il mio stile.
I grandi scrittori ci cambiano lentmente
e proprio come accade con i ghiacciai
è difficile accorgersene giorno per giorno,
ma al pari di una buona educazione familiare,
le parole buone, ci indicano la strada verso la bellezza,
ed una volta imboccato il sentiero,ammesso che se ne esca,
è impossibile uscirne immutati.
Dal racconto breve sporcato di poesia ma soprattutto inesistente: “SEI MOLTO SENSIBILE MA TI COMPORTI COME UN PEZZO DI LEGNO “
Un pezzo di legno!
le dissi.
sei come un pezzo di legno appena tagliato
con tanto di corteccia loricata dal tempo.
mi sorrise, sapeva che avevo capito.
e ancora,le urlai sul muso
da così vicino che mi sembrò di baciarla…
MI HAI FRANTUMATO I COSIDDETTI!
sempre a scavare, e scavare ancora in questa cazzo di coscienza.
Di cosa ha paura? le dissi adesso a bassa voce..
DI SOFFRIRE? silenzio…
Non si muore certo per amore!! solo i deficienti muoiono per amore, cazzo!
E se si dovesse per qualche strana ragione del cosmo diventare idioti,
allora ci ammazzeremo, e tanti cazzi!
Cristo, non ti capisco!
Sei un pezzetto di legno,
profumi di terra e di sole
e quando ti tocco sei liscia
e naturale come una selce
e sei così dolce nella tua durezza
e accogliente il tuo silenzio
e le tue forme sono un invito al viaggio
e la mia bocca ti percorre e tu,allora,
ti spogli della tua corteccia
e ti fai foglia
ed io ti sento
come il vento e le montagne quando mi sovrastano
e mi abbandono alla tua natura di denti bianchi nella mia carne
e dentro di te , là, nel fondo della tua pancia
devono accadere miracoli straordinari
ed ogni piccola sofferenza issa un sorriso bagnato assetato di vita
ed ogni volta rinasco
e ti prendi il mio respiro chè ti appartiene
e ti stendi avanti i miei occhi
come una pianta che si apre al sole e respira
e persno Darwin avrebbe titubato
se ti avesse vista così,
il tutto che è sempre stato non si è mai evoluto
e quella volta sopra il tuo seno ho avuto fede
e ti ho chiamata Dio,e ti ho pregata,…mentre godevi.
