e’ inutile, la poesia fugge l’estate,
i miei pensieri a maniche corte
hanno bisogno di vento e
non di parole.
Al limite di sguardi.
Abdico da me stesso e
seguo l’esempio…
Andare lontano senza lasciare tracce
è una necessità.
Forse, parole dimmerda, ci ritroveremo
sotto un ponte, alla fine di Agosto,
quando i primi venti
saranno privi di carezze
e la mia bocca asciutta
ed i miei pugni chiusi
affonderanno ancora una volta
nelle viscere, ormai tiepide,
di un asfalto ancora caldo.
mi invaghisco di esseri strani
mi invaghisco di esseri strani
dicono e non dicono
guardano e non guardano
precipito nell’incertzza
come fosse un budino
e me ne nutro senza pentimenti.
Non ho tormenti poichè
ho disimparato l’amore,
ma il niente che alimenta
i miei sentimenti
non ha più un volto preciso
e se mai l’avesse avuto
ormai è dimenticato,
sposerei un’assenza
in riva al mare
solo per assecondare
i miei desideri,
per dare voce
a tutto quel silenzio.
Sui Libri (37° 2 al mattino)
I libri non si amano, si posseggono…
è una questione di passione.
Il tradimento è sempre dietro l’angolo.
quindi, adesso ti finisco, e
il domani porterà inevitabilmente
la nostalgia delle cose andate,
il tuo sapore si depositerà sul fondo dei miei sentimenti
per sedimentazione, lentamente.
Mi ritorneranno in mente, un giorno
nomi e strade, luoghi immaginati
e tante ombre, mi chiameranno
come una famiglia che mi reclama
dal fondo di un’altra dimensione.
Solo per lei.
per lei ho svestito
la corazza dell’orgoglio,
le sono andato incontro
in maniche di camicia,
ed un paio i bottoni
sono subito saltati,
ero il mio stile, ero ubriaco,
ero l’uomo più bello del mondo
quando l’ho chiamata per nome,
ma lei aveva occhi di donna,
non c’era morte nel suo sguardo,
e poco tempo per parlarmi.
Abbandono
passarono i tuoi occhi
come l’aratro sul mio petto,
ma il cielo era secco
e la terra asciutta,
la pioggia
sarebbe giunta
troppo tardi.
diventai solco
all’ombra delle stelle
ingrassai il vuoto
con l’eco del tuo nome
e mi aprii al cielo
una cattedrale
senza cupole.
Lontano, un esplodere di nubi,
la festa del paese
illuminava i monti,
il tuo viso
era un’ombra
scavata dentro l’ombra,
Io ero la terra
d’un emigrante senza figli.
Una notte
Una notte inizia e finisce senza patimenti
Ci fosse la tua piccola voce
Accenderei di rosso il cielo in un sorriso
Ma il tuo silenzio allunga il mio tempo
E non so piú se é notte oppure mezzogiorno
Ogni qual volta il sole nasconde le mie ombre.
una notte inizia…
Una notte inizia e finisce senza patimenti
Ci fosse la tua piccola voce
Accenderei di rosso il cielo con un sorriso
Ma il tuo silenzio allunga il mio tempo
E non so piú se é notte oppure mezzogiorno
Ogni qual volta il sole nasconde le mie ombre.
Dal Romanzo Inesistente “Incontri Distanziati Del Quarto tipo” , Il passo dell’oca
Dal Romanzo Inesistente “Incontri Distanziati Del Quarto tipo” a
penultimo capitolo
Il passo dell’oca.
Quando mi dicesti addio
con l’ultimo silenzio,
non mi spezzasti il cuore,
ma tornando a casa
i miei passi
fecero un rumore
di porte chiuse,
ed il vento infuriava per le strade
sbatteva le suole sull’asfalto
ad ogni vergine falcata…
A metà strada
mi tornò in mente
l’ultima marcia
dell’esercito tedesco
prima della resa,
l’ultimo passo,
la morte dell’oca. Poi,
un gatto fece un verso d’amore,
pareva piangere…
Mentre io cominciai a ridere…
Vicini II
Non c’è morte migliore
per i tuoi pensieri
del mio fare senza pensare,
non c’è naufragio migliore
per le mie vertigini
che i tuoi altari,
così apparentemente distanti,
così freddi e serafici,
e pure vibrano, le pietre,
(bianchi ceppi di marmo
di chianchiere),
ad ogni sussulto di vento,
di carne e di cuore..
Tanto rapidamente
da sembrare immobili.
vicini
Mi abbatto con sentimento
sulle tue parole
e viviseziono i tuoi silenzi
senza alcuna riverenza.
Non c’è morte migliore
per i tuoi pensieri
del mio fare senza pensare,
non c’è naufragio migliore
per le mie vertigini
che i tuoi altari,
così apparentemente distanti
così freddi e serafici,
e pure vibrano, le pietre,
(bianchi ceppi di marmo
di chianchiere),
ad ogni sussulto di vento,
di carne e di cuore..
Tanto rapidamente
da sembrare immobili.
Così diversi agli occhi del secolo,
identici nell’intimità del silenzio.
Ci accompagniamo, mia distanza,
a portata di mente,
per queste strade, che poco o niente
hanno a che fare con i piedi,
senza mai incrociare uno sguardo,
ritrovarsi , poi, di notte, vicini di luna.
Dal Romanzo Inesistente “Incontri Distanziati Del Quarto tipo”, Intramezzo
per me le donne erano sempre state così,
quando credevo di averle capite in realtà non avevo capito niente
quando credevo invece di essere fuori strada
accadeva che ci innamoravamo…
anche se io continuavo comunque a non capire…
mia profondissima terra
mia profondissima terra
pesi sui miei anni
come un sepolcro
di cielo
e le tue voci di
cinghie tirate
rapiscono e commuovono
io come un viaggiatore
tu come il tempo
una terra sempre nuova.
