Una rondine si alza in volo
Dopo il botto
Impotenti d’anime
Aborti di menomazioni del sangue
Sogghignano dal cemento
Di un appattamento serrato.
Appresso, uno spolverino rosso
Sangue di donna e vento
Porterà in processione il seno
Pieno di grazia,
La gente accorderà gli sguardi
In un LA di silezio
I palazzi urlerebbero se potessero
Nessuno asciughi una lacrima!
Che si lavino le strade degli infami.
un giorno
Un giorno siederò
su questo cesso
e non ci saranno più
le scarpe di mio padre,
nè quelle di mia madre
nella scarpiera
di fronte alla tazza,
e sarà un altro mattino di sole,
gli uccelli canteranno,
il notiziario, in sottofondo,
come stamane,
non coprirà il canto d’amore
del caffè che borbotta
il suo buongiorno dal fornello,
le campane del municipio
suoneranno sempre
l’ora esatta…
La bellezza degli anni
sarà nascosta
ancora una volta
non troppo lontano
da questa tazza.
