stamattina ore otto all’edicola.

stamane 

avanti all’edicola,

tra i titoli di giornali,

lui aveva 

un grande cuore,

lei 

bellissimi occhi azzurri.

Così invecchiare,

lei che gli tende il bastone

e lui che le allunga un sorriso,

non c’era negli occhi 

il rancore dei giorni,

una luce di lampara lontana,

dalla nebbia dei loro sguardi

è caduta sul marciapiede,

come un faro costiero

nel traffico del mattino.

Ti vedo

Il mondo dovrebbe assecondare le mie mani

ogni volta che ti penso

e sul tuo collo

un solletico leggero,

il vento , La buona parola,

un sorriso,un fiore,

E tu distratta…

dalle tue cose di carta

alzi gli occhi al cielo

Ed io che aspetto

da molto lontano

…ti vedo.

Quante donne…

Quante donne

hanno scritto

il loro nome

sulla mia pelle da

ancora prima che 

mi crescessero i peli

sulle braccia…,

e tutte le volte

che il desiderio

mi è caduto dalle labbra

con una parola 

sulla loro bocca,

ho infranto nel silenzio

una  promessa…,

io che non ho mai giurato amore eterno

e raramente ho parlato d’amore,

come potevo io che fui

partorito in un giorno di vento,

appartenervi,

se nemmeno le mie parole

si sottomettono mai 

ai miei bisogni,al mio volere?

Mia è la solitudine dei giorni,

adesso bramo solo cose improbabili

ingrasso il desiderio

con pani di solitudine,

e nessuno più sorride

mentre scrive il proprio nome

sulle mie mani.

senza manco sospirare.

l’immensa solitudine,
che mi lascia
nella bocca
il tuo andare
per le strade
senza mai pronunciare
il mio nome,
affonda l’ultimo bicchiere
della sera,
e sul bordo scivoloso 
del bancone,
senzaddurremotivazioniplausibili,
senza manco sospirare,

la tua bocca
mi è caduta dalle mani.

Partenze.

Ogni partenza

è battuta dai venti

ma dentro di me

ci sono sempre una valle

ed il letto di un fiume,

dove sedere 

e al fresco dei pioppi,

un silenzio di pietra

nasce a comando,

quando l’asfalto dei Nord

comincia a graffiare

come una svisata di Jimi,

e vorrebbe scippare

ai miei occhi di  sempre

la caducità dei pensieri

con un orizzonte grigio

di cemento che urla.

Non mi colpì la sua bellezza

Non mi colpì la sua bellezza

che pure già  era arrogante,

ma il suo sguardo sincero

quando alzò gli occhi 

dal terreno ciottoloso

del bosco,mi atraversò,

manco fossi di aria,

e mi sorrise.

Alcune poesie

somigliano a certi sguardi,

pensi di non avrle capite,

e lasci che appassiscano nel tempo,

ma restano là,all’ombra dei giorni,

mentre scavano nel sonno

una strada di sentimenti

e di  silenzio,

fino al farfugliare indeciso

dei versi…

Forse, se nella poesia 

per il poeta conta solo

l’atto creativo,

per l’amante conta solo 

l’istante,

il primo sguardo,

e poi è tutto un morire

un decomporsi al sole

di cose mortali.

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