la sincerità del libro svanisce in fretta
A volte ho scritto cose che avrebbero meritato la carta
o così mi era parso.
Altre volte altri hanno impresso le mie parole sulla carta
non capendone il motivo.
Quando ho creato qualcosa di bello sono stato felice
il tempo della prima lettura.
Già il mattino appresso
ho faticato a riconoscermi.
Il punto è questo,
Scrivere un libro di un altro fingendo che sia mio,
oppure scrivere senza cumulo,
e dissipare la felicità egoisticamente
ad ogni piccolo sorpasso di illuminazione?
