Ho lasciato crescere la barba al vento,
una distesa d’erba medica arsa dal sole.
Sotto ai miei occhi,verdi di luce,
la tua mano è perduta.
l’ho vista, un giorno
tremare nella penombra d’un vecchio pub,
quando i tuoi pensieri,ancora
non conoscevano il mio nome,
e la tua mano mi accarezzava
il viso senza una ragione.
Adesso quel pub ha chiuso,
i tuoi pensieri conoscono i miei occhi,
e la mia bocca.
Qui la tua mano,manca
come il monsone tardivo,
che di crepe inaridisce i campi.
Adesso sul mio viso ho una rete,
e quando verrai,la tua mano
si incaglierà sul fondo
e la tua bocca sarà fuoco,
una lingua di lava
tra le steppe deserte del mio viso.
