ho il petto gonfio
dei giorni d’autunno,
seduto al bar della stazione
il mio sguardo cammina le foglie
spettinate dal vento
sopra le cime degli alberi,
il tuo nome l’ho scritto sulla carta
e riposa al caldo della tasca,
da qui il mondo è più bello,
la gente compra i primi regali,
e sorride, occhi lucidi
raggirata dai pensieri.
Le stazioni sono il fondo del mondo,
qui siamo arrivati,
e da qui ripartiremo, un giorno.
Passiamo da una vita avanti a queste mura,
alcuni ci restano,con dolore,
inchiodati con la lingua
alle sedie delle sale di attesa
dai sorsi della sete,
e non siamo poi così diversi.
Da qui tutto è più bello.
Bambini abbracciano padri,
i giornalai non conoscono il tuo nome,
la fontana nella piazza
suona sempre la stessa musica,
e pure qualcuno si ferma ancora ad ascoltare.
Da questo vetro che gronda condensa
come i vecchi treni che inettavano speranze,
la vita sembra più bella
ed il tuo nome in tasca,
scalda più del mio giaccone.
Quest’anno ti comprerò un regalo
le mie parole si accenderanno come luci
e gli occhi lucidi saranno specchi
e brillerai per un istante
e si perderà nell’ombra la tua voce
nella vertigine di un abbraccio.
