la terra mi chiama
come un vecchio ricordo,
conosce il mio nome
da sempre,da prima che nascessi.
la terra mi chiama come un’amico
con la voce di un fiume
che spezza per metà la valle.
la terra mi chiama come un abisso,
una culla sicura per le vertigini,
una dimenticanza,un’eco
un soffio,una carezza…
la cammino come una scarpa nuova,
e lei si fa morbida,al passo,
e si distende alla corsa
come una pista, tra i monti
e sfocia con una cascata
dietro l’orizzonte.
i sassi raccontano il dolore,
senza pudore mi tagliuzzano la pianta,
così com’è l’amore che chiama,
ferisce e consola…
la mia terra è un deserto
bagnata dal vino,
ed innamora l’argilla
più del diamante,
la sua voce è morbida,
rosolio di spine e velluto,
e quando chiama, è un morire,
o un rinascere, a seconda che
sia già morto o ancora vivo.
