Della mia vita si ciba il mostro,
ed io lo ingrasso volentieri,
il mostro è la mia anima
e fa paura a vederlo
così muto,così lontano
così oscuro e vergine.
Mi rallegra il suo silenzio,
la mia piccolezza mi accorda al mondo,
la morte non è che la mia anima,
ed urlerebbe di vita ad ogni gesto,
ma non bastano le orecchie
per ascoltare il mostro;
poi ci ritroviamo avanti al mare
felici e inconsapevoli,come cani,
seduti su quattro parole di sabbia
con lo sguardo perduto oltre la linea,
chè il mostro,non si teme,
quando ha un nome,
non fa più paura il cielo,
nè il deserto,da quando li cammino.
E pure l’onda scava
nella sabbia senza sosta,
ed ogni volta
il tempo ci modella.
l’orizzonte delle labbra
ha quattro linee se sorridi,
il mare ne ha una sola ,
perciò è più facile perdersi
sulla tua bocca
che tra le mie parole.
