la notte si schiude leggera
come un ombrello di cenere,
grigia margherita di topi
atterriti dalla luce.
si allunga, la tenebra,
come il girasole
si allunga all’oblio,
l’ultimo raggio del giorno
s’incaglia negli occhi
sul crinale ripido
dei tuoi pensieri,
la tua voce,
è una crepa
sul fondo del mare,
la mia lingua
è la rete che strascica
sul fondo carnoso
delle tue parole.
la notte ascolta i tuoi passi
come una maldicenza,
ed io,come a riva
dopo la mareggiata,
sfinito dalle onde,
raccolgo pezzi d’asfalto
incollati dal sole,
ne faccio una via,
una strada di curve
come i tuoi fianchi
per i miei desideri,
nuda e distante
come una venere,
la tua voce non mi tocca,
poi si fa donna
ed ogni volta
mi sconvolge.
