Per leggere il tuo sguardo
sono caduto dalle cime
più alte delle mie parole,
così mi hai visto ,perduto,
in balia dei miei altrove
dove ogni gesto mi è precluso;
mi sono disarmato
così che il tuo sorriso
mi ha travolto come la peste,
non ho avuto scampo!
e quando mi è parso
di ascoltare i monatti
urlare il mio nome
tra i loro campanelli,
era soltato il telefono,
come un’allarme
che annunciava la piena
improvvisa del desiderio.
tutto intorno era verde
come un prato d’asfalto,
“avrei voluto stendermi”
mi hai detto,
“al centro dell’incrocio
come una girandola di fuoco”,
ma la tua bocca mi aveva già bruciato
e la tua poesia
aveva perso
ormai ogni valore..
il presente anticipa
col pensiero tutte le poesie,
ti dissi,
e la poesia è quindi in ogni gesto
così come nel silenzio,
ciò che è scritto,
o sussurrato,
è soltanto il riflesso
di ciò che è stato.
Il nostro egoismo
fa sprofondare nel brivido
dell’istante muto,
ogni meraviglia…
tu sei felice,adesso,ma
ciò che ti ho regalato
è soltanto il mio egoismo.
