Ci sono sguardi che non si dimenticano,
quegli occhi piccoli,umidi,curiosi
intrappolati nella musica e negli anni,
cercavano la voce nelle nostre mani
aperte al cielo come fiori al sole rovente di Agosto.
Sentirti cantare, era contemplare una montagna,
la tua voce, come il vino di casa, ci innamorava con asprezza
dissetava le nostre bocche arse dai baci dell’estate;
poi ballavamo le antiche danze del sentimento
ampie ed imperscrutabili
come le pianure assolate che abitano
i sud di tutte le malinconie del mondo.
