Verde,niente a che vedere con la speranza.

Ho strappato di ruggine

i miei jeans nuovi,

è stato il ferro pesante

d’un pensiero di morte

precipitato al sole.

Non c’è pace,

il bianco dei miei jeans

ha uno squarcio rosso,

e tutti gli altri, intorno,

a fare festa in mezzo al prato,

che acceso di verde e di Marzo

pare inscenare distratto

la danza del mare

della dimenticanza.

tutto poi si tinge di verde,

come i miei occhi alla luce del sole

s’accendono,

così si adegua tutto il resto alla natura,

cascasse il mondo,

domani aspetteremo ancora

il filo d’erba e il sole.

Euforico un brindisi 

avrà il sapore del ferro

e nessuno più ne capirà

il motivo,nemmeno io.

Soltanto verde e sole intorno,

per la seconda volta le radiazioni

ci renderanno ciechi.

Che nessuno brindi, poi,

senza guardarmi negli occhi.

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