un venedrì napoletano.

ingiacchettati

lampadati

camicia trebottonisbottonati…

drappi rossi

alla finestra

giacche nere

per tappeto,

bambine nate vecchie

isteriche matrone

appesantite,

da preziosi carichi pendenti

i ragazzi impellettati 

odoravano

di bianca,

di stravecchio e bollicine.

un  conato

mi suonava la schiena

come una corda di basso,

le mie scarpe

 scendevano, come un tango

osceno, sanguigno,disperato,

per  le scale,

distanti

dai miei occhi,

camicie bianche,

come un muro,

come le notti d’un tempo,

nella periferia rovente

della mia vecchia Buenos Aires

ubriaco 

me ne tornai a casa

così,

 come m’ero immaginato.

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L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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