Possa la mia voce un giorno…

le mie prole

risiuoneranno un giorno

come questi tasti

suonano tra le ceramiche

del mio cesso.

la mia voce

si infrangerà,

con accento marcato,

come musica

che sgorga metallica

da un vecchio

catodico,

parlerà delle mie cose

e delle vostre,

allevierà le mie pene

e le vostre,

come una brezza inaspettata

tra le crudeli  fiamme

dell’bitudine.

mi sorprenderò

un giorno

senza alcuna modestia,

e non sarò poi più contento

di adesso,

mentre siedo sul cesso

a dare aria ai pensieri.

possa la mia voce ascoltare 

sempre il mio canto,

e poi un giorno

puro come una vecchia baldracca,

spegnersi,

come il sorriso stretto

di chi ha dato tutto,

e preso, sempre,

senza aver mai

dovuto chiedere.

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