Giorni limpidi
In cui la natura Splende
come una risposta
La cosa lasciata in un angolo
Non ha piú chiacchiericcio
Né corteccia
La neve senza le nuvole
Acceca – è cosa nota
Il freddo che allunga lo sguardo
Asciuga anche le lacrime
E qualcosa ci trafigge
Con eterno dolore – quello
dell’innamoramento – dico
Del vivere e saperlo – intendo
Cadono nomi e aggettivi
Perfino dai monti _ e
La strada non è davvero percorribile
Intendo – non più con la mancata coscienza
Descrivere? Andare? Dire?
Significare?
Forse restare in vita
ma si! Cos’altro?
Amare? – Ah! Si potesse davvero tacere…!
Passare? Senza sporcare?
Montemurro – Casa Sinisgalli
Gennaio
Due ragazzini scoppiano petardi
Sotto la pioggia
La stessa che cade sui campi
Poco distanti
Una donna apre il portone
Di un palazzo bianco
Come i suoi denti
Sgrida scherzando i bambini
Con fare discreto
“Gentili signori” verrebbe da urlare
Verrebbe aprire un sipario
Da Salire sul grado
Frammezzo le auto
E magari danzare
Poi riscoppia un petardo
Ed è tuffo di petto
Sono io quei ragazzi
Tante fiorite parole fa
C’è un’aria gentile
In mezzo alla strada
La pioggia adesso
annuncia la neve
Nello studio medico
del mio zio_compare
Non ci sono pazienti
Non è giorno di visite
Siamo un poco abusivi
Come le orme di terra
sul pavimento pulito
Un po’ vecchii e solinghi
come sedie che aspettano
Come vacche di pietra
E di Mastro Leonardo
Non si sente parlare
Poi mi prende un amore
A passeggiare l’entrata
della casa natìa
Cammino
Come una foglia
Misurata dal vento
C’é la poesia
Che sibila
come una serpe
Sotto la pietra bagnata
L’abbraccio
L’ abbraccio
Cammina come un orso
Dai sette giubbotti
La malinconia
La sorella del prete
Coi baffi da gatto
Ha perso la testa
Ci sono comignoli
Come bandiere
Bianche e pesanti
Eppure qualcosa
Ci scorre tra i piedi
Come una lava
In questa frana del tempo
Tra parole e ristagni
Scorre un vento di terra
Questa vecchia canzone
Sa di cazzo e di fica
Poi si sporca di birra
Ed è un amore di carne
È carezza di pietra
Questo abbraccio
Di sangue
Duemiladiciannove
Duemilladiciannovveehh
1!1n1!1n1n1n undici.
Una rete e una foglia
Un anno nuovo
E un uovo
Bicicletta mozzata
Cave carnem
Abdica da sesterzio
Seni lasci non Vale
E altre cose un poco
H _ zzo spuntano
Come tappi di champagni
Cosí, non come
mimose fuori stagione
Piú come _ noSbari
In barzellette che ci devono
Farci ridere
Ma invece no
Peró ridiamo
Uguale
Che tanto…
Il bravo opinionista
Bravo
Segui gli eventi
Fatti un’opinione
Adesso moltiplicala per quattro
Aggiungi 53
Ci siamo? Segna questo numero e
dimentica L’ultima sillaba
Non perderti
Appuntalo su di un bottone
Poi cucilo nel muro e vai avanti
Pensa al numero che ho pensato
Rifatti un’opinione
Sali sul piedistallo
Snocciola una strada da seguire
Poi aggiungi tredici e un cucchiaino di sale
Scendi
Fatti un girotondo
Fanne un altro
Bevi sette sorsi d’acqua
Senza respirare
Sciogli il bottone dal muro
Spunta di una sillaba
Ricuci
Sottrai ciò che non sarai mai in grado di pensare
e aggiungi un pizzico di menta
ma che sia fresca
altrimenti… Desisti
esci sul balcone e dividilo per quattro
rifatti l’opinione per le grandi occasioni
e fanne la radice quadrata
esponila a potenza
resta immobile
ancora…
un altro po’
quando non lo dico io…
bene, adesso fermati
fatti una corsetta
due saltelli
ma non muoverti.
muori:
fatti una coscienza!
… Bravo!
La lunga resa
se non hai niente da dire, ascolta:
Esci da qualunque cosa ti trovi
ed entra in case senza pareti
poi guardati intorno, soprattutto
occupa lo spazio che ti è vietato
ma con gentilezza, lascia fuori gli orologi
guarda il cammino degli altri uomini
soprattutto la strada degli sconosciuti
fa’ loro delle domande senza usare parole
usa il tuo corpo, ogni muscolo conosciuto
offri un sorriso a chi incontri
– c’è sempre un motivo per sorridere
questo è l’assioma da cui comincerai
a costruire il tuo cammino
quello nuovo, quello senza obbiettivo
l’unico interessante davvero
quello per cui varrà sempre la pena di vivere
la vita stessa, la sconfitta, la lunga resa, l’amore.
prEGOiera
Vuota poesia
Piena di birra
Il mio nome è con te
Tu sei la più interdetta tra le donne
Dacci oggi il nostro ego quotidiano
E mettici se puoi anche un po’ di pane:
Confesso a voi sorelle
E voi fratelli
Che ho molto peccato
In pensieri, parole
opere e omissioni
Per mia colpa – mia colpa
Mia allegrissima colpa
Ma adesso taci
O di’ soltanto
una parola
Ed io sarò fregato.
Ritorno
Leggo le vecchie poesie
Come si legge l’universo
Con la fragile certezza
Che il mistero che ci abita
Possa rivelarsi –
da un momento all’altro
– ma senza stupore.
Come il ritorno annunciato
Della stessa sorella
Che non sapevo di avere.
Frispiti di gioia
Questi i fatti:
La gomma delle scarpe
Scivola sul marciapiede
Come sapone
Penso in bolle
Alla mia vita
Che potrebbe essere
(E forse lo è)
Quella di uno sconosciuto:
Canticchio un vecchio ritornello
Quasi fossi a disagio
Coi passi sulla terra
Due randagi mi confortano
Con scodinzolezze di periferia
Penso al linguaggio del corpo
Distendo le braccia
Bop! Boohp!
Rilasso il sorriso
Boop!
Mi faccio più comodo
Esplodono a scoppietti
Frizzano I pensieri
Cosa è vero e cosa non lo è?
Booop! Booop!
Io so cosa vuoi dire
All’universo sconosciuto:
Non vuoi dire niente!
E questo mi regala un frispito di gioia
Boop! Bip!
E scoppiettando me ne vo’
Sgaloppinando la città.
Brava Gente
Oggi è san Nicola
l’onomastico di mia madre
Sì, le diedero il nome di un suo zio scomparso prematuramente
dice sia stata una brava persona
anche l’altro zio, Roberto
dice sia stata una brava persona:
“uno simpatico”, ” insomma un brav’uomo”
questa cosa mi fa pensare
a tutte le volte che ho detto
” è un bravo ragazzo” – ” nu buon guaglion'”
riferendomi a circa un trilione di persone…
in ogni caso la regola è che chi muore
è sempre un poco meglio di chi vive
se non altro perché ha il bonus
di non poter rompere le palle.
Brava gente.
penso a quanto sia inutile questa definizione
io lo so che anche una brava persona
a determinate condizioni
potrebbe commettere un omicidio.
Io stesso, potrei inanellare una serie di cazzate folgoranti
e poi pentirmi e perdonarmi e tra un rimorso e l’altro
ricominciare il circo, ritornare ad essere una brava persona
non so perché sto pensando a queste cose
verrebbe voglia di menare le mani
adesso che sto per chiudere il computer
per andare a sputare un po’ di sudore
corricchiando in giro per la città…
sarà che il buio smuove strane ombre
alla finestra della cucina, col vento, prima
l’albero pareva il collo di un cavallo nero imbizzarrito
mi è parso di sentire rumore di zoccoli
e odore di cuoio e il croccare della polvere tra i denti.
E fuori – il deserto di chissà cosa – chiama
come acqua fresca.
Dicembre – 18
Dicembre
legioni di morti in cammino
sole che scalda il comignolo e
bocche di fuoco annacquate
Dicembre
partorisci due buone idee:
una la regali, la migliore –
una la conservi in cantina
la terza è un aborto festivo
che fa brillare il camino
Dicembre
che dai corpo al respiro
e la paga all’autunno
lascia stridere il vento:
il morso dei campi
il gelo che addormenta
le foglie e fa brillare i colori
Dicembre
conservi la luce migliore
e sotto i pensieri rituali
nascondi stretti-germogli
di sentimenti maturi –
solo la mano sconfitta
può cogliere, rimestare – donare
Siamo Dei, Sandrino.
Sandrino – occhi gentili
dolcezza d’ossa e di pelle
che ne può sapere la gente
del demone del gioco
e della solitudine
che fa perdere la vista
e gli occhi che spinge
troppo forte il cuore?
una notte al karaoke
eravamo tutti sbronzi
e tu cantavi Lucio Dalla
con un filo di voce
che sembravi Chet Baker
senza il talento di Chet Baker
Sandro come un dio della deriva
ché quando ti rimane
un poker elettronico
e una cassa di Peroni
la pensione sublima
in meno di tre giorni –
e tutto il resto
già era evaporato.
Siamo Dei, cantavi,
ed io ero d’accordo.
