Oggi
il silenzio
è una prigione
senza fiato.
Parlare,è
un caos
unidirezionale
verso l’abisso
della ragione.
tutto è impossibile adesso,
e non c’è posto per me
nel mondo
che non sia
tutte le cose,
non un lembo di pelle,
e tutte hanno un nome diverso,
tutte hanno un nome sbagliato.
primoMaggioduemiladodici
fuori infiamma
il sole ,
dentro la lampada
illumina
i tuoi libri,
ed i capelli
a sfioro sulle spalle
accarezzano
l’idea del vento
dal centro
della stanza,
odore di carta e ciliegia,
l’albicocca e la mandorla
impallidiscono avanti
al dattero che sboccia
selvatico
sulle tue labbra,mentre
la nocciola dei tuoi occhi
non teme la parete…
Io qui stramazzo
nella pioggia azzurra
dell’ avanguardia di Maggio,
e mi ritrovo come un cieco
a parlare del tuo sole,
allungo il collo alla finestra
mi bagno e ti sorrido
manco fossi l’ombra
che accarezza
i tuoi capelli.
il mio silenzio.
Scivo e non scrivo niente,
parlo e non dico,
taccio e non taccio.
Il mio silenzio è contadino,
miete a fasci le nuvole
ara con gli occhi l’asfalto,
semina chicchi di caffè
sui banconi dei bar,poi
siede sul tuo nome
ad aspettare la pioggia.
ultimo appiglio
Giorni in cui mi aggrappo
alla parola
come ultimo appiglio,
tra le nostre bocche
un mattone di vetro…
un tempo il sorgere del sole
non portava il fuoco
tra le mie parole.
stamattina ore otto all’edicola.
stamane
avanti all’edicola,
tra i titoli di giornali,
lui aveva
un grande cuore,
lei
bellissimi occhi azzurri.
Così invecchiare,
lei che gli tende il bastone
e lui che le allunga un sorriso,
non c’era negli occhi
il rancore dei giorni,
una luce di lampara lontana,
dalla nebbia dei loro sguardi
è caduta sul marciapiede,
come un faro costiero
nel traffico del mattino.
)
Quando Il giorno
ha schiacciato
l’ultimo Sole
sotto l’orizzonte,
è caduta lontano
dalle tue labbra
la mia parola,
il tuo silenzio, e
una sottile falce di luna
Ti vedo
Il mondo dovrebbe assecondare le mie mani
ogni volta che ti penso
e sul tuo collo
un solletico leggero,
il vento , La buona parola,
un sorriso,un fiore,
E tu distratta…
dalle tue cose di carta
alzi gli occhi al cielo
Ed io che aspetto
da molto lontano
…ti vedo.
Quante donne…
Quante donne
hanno scritto
il loro nome
sulla mia pelle da
ancora prima che
mi crescessero i peli
sulle braccia…,
e tutte le volte
che il desiderio
mi è caduto dalle labbra
con una parola
sulla loro bocca,
ho infranto nel silenzio
una promessa…,
io che non ho mai giurato amore eterno
e raramente ho parlato d’amore,
come potevo io che fui
partorito in un giorno di vento,
appartenervi,
se nemmeno le mie parole
si sottomettono mai
ai miei bisogni,al mio volere?
Mia è la solitudine dei giorni,
adesso bramo solo cose improbabili
ingrasso il desiderio
con pani di solitudine,
e nessuno più sorride
mentre scrive il proprio nome
sulle mie mani.
Anni di Primavera
Anni di perenne Primavera,
tutti i miei fiori
stanno per fiorire,
poi sempre improvvisa
la gelata li uccide.
Cadono nell’indifferenza dei venti
i boccioli, sul terreno,
come tanti piccoli aborti
e nessuno mai, porterà un fiore
sulle loro giovani tombe.
senza manco sospirare.
l’immensa solitudine,
che mi lascia
nella bocca
il tuo andare
per le strade
senza mai pronunciare
il mio nome,
affonda l’ultimo bicchiere
della sera,
e sul bordo scivoloso
del bancone,
senzaddurremotivazioniplausibili,
senza manco sospirare,
la tua bocca
mi è caduta dalle mani.
Partenze.
Ogni partenza
è battuta dai venti
ma dentro di me
ci sono sempre una valle
ed il letto di un fiume,
dove sedere
e al fresco dei pioppi,
un silenzio di pietra
nasce a comando,
quando l’asfalto dei Nord
comincia a graffiare
come una svisata di Jimi,
e vorrebbe scippare
ai miei occhi di sempre
la caducità dei pensieri
con un orizzonte grigio
di cemento che urla.
Brucia sulle ciglia il sole
Quando il vento d’aprile
dirada le nuvole
E cade dalle labbra un nome
Nevica la frasca dei giorni
Mentre il piede accelera
Un sorriso mi coglie
Nell’attesa.
