i sentimenti sono una chiave di lettura
spirituale della stessa esistenza,
accaduti una volta,
sono accaduti per sempre.
Sognarli è verificare la teoria del multiverso
dove le cose continuano ad accadere senza una fine
al di fuori della nostra limitata coscienza, ma
con la caducità tipica delle questioni divine.
Natale
Natale spunta
come una luna minacciosa
di neve e solitudine
tra le lucine dei corsi
che si accendono
come gallerie stagionali
come parchi giochi gonfiabili
per bambini ignari
d’aver pagato il biglietto
con fette di futuro stagionato
la gente che attraversa il corso
ha tutta la vita davanti
ha tutta la vita di dietro
mentre un cane lingua penzoloni
regala il suo ricordo allegro al centro della strada
una signora impellicciata lo raccoglie
e c’è sempre qualcuno che si felicita
pensando che sia questo
un atto di sana civiltà,
Non c’è niente da fare,
alla fine del corso, finalmente
il vostro dio si farà uomo
e qualcuno scarterà regali
e qualcuno invece non ne scarterà,
poveri cristi…
la nostra croce è intermittente.
non sarò mai quello che scrivo
non sarò mai quello che scrivo,
scrivo sempre quello che ero
sfiorando appena quello che sono.
Cose mi guardano e non mi ri-guardano
cose che mi ri-guardano
signora con bambino klimt style
anni circa 45
vestita da troppo giovane
solitamente sfoggia un gran bel culo
scolpito con ore due di glutei ripetuti in palestra.
trasuda vita matrimoniale a pezzi.
cose che non mi Ri_guardano
anni circa 24
vestita da troppo vecchia
LV indossata a mo’ di cerotto post-AVIS
solitamente impugna anche un telefono
dotato di apparente supergravità
causa braccia iper_graciline.
Probabili tracce mutanda leopardata.
P.S.
Entrambe indossano troppo profumo.
Non dimenticate i poeti
la solitudine dei poeti
è molto vicina alla morte.
la solitudine dei poeti
è la solitudine dei popoli.
dimenticare un poeta
è dimenticare un popolo.
un passo verso l’abisso.
cose lontane
Un’ ansia di cose lontane,
un mare che monta tempesta
alla fine del fiume
riporta in città i detriti dei monti.
Alle volte mi lascia senza un sorriso,
sbatte una porta in faccia alle parole,
buffo capriccio senza zucchero.
un’ansia di cose lontane,
una notte troppo corta
lascia scoperti i piedi
nel mezzo dell’Inverno.
Poi qualche cosa arriva
senza una spiegazione,
una illusione liturgica
ma senza illusione,
una cosa di uomini,
ma più grande degli uomini,
una certezza di carne,
la carezza del suono,
una piccola voce si gonfia,
un temporale estivo
si fa spazio come una saetta
in un nulla di cielo,
senza muovere l’aria, nel silenzio,
uno spirito santo crudele,
una donna, un nome sinistro
innamorava con destrezza.
insonnia
la lampada sulla scrivania
continua a guardare il muro,
di notte fa una luce giallastra
come un finto tramonto,
i muri restano immobili,
non un colpo di scena.
la notte avanza
senza che io me ne accorga.
la polvere sui libri
invece resta dov’è.
non attecchisce.
le lancette che avanzano
non sono una buona misura del tempo.
le auto passano una alla volta,
frusciano sotto al balcone.
il resto è silenzio,
e non saprei dirlo meglio.
ci si abitua al silenzio,
e i sentimenti si adeguano
parlandosi addosso.
tutte le foto ricordo sono foto tristi
un uomo e una donna
un monumento qualsiasi
poi ci sono io
a scattare una foto triste
e solo io sento
tutta la stristezza della foto
loro si abbracciano felici
ed io con loro
gli sorrido
un monumento qualsiasi
ai fotografi che sentono
la tristezza delle foto tristi
degli amanti felici
cosa resterà della tua e della mia giovane bellezza?
cosa resterà della tua e della mia giovane bellezza?
quali vanità intellettuali ci arrogheremo
dopo che il gesto ammaliatore
sarà vanificato dal tempo?
già ti vedo, vecchia,
col tuo sguardo fermo, un poco umido
la tua mascella rugosa sotto le mie labbra molli
e la tua bellezza intatta
la stessa luce di adesso a cancellare
la penombra inesorabile del tramonto,
la stessa luce che rivela al giorno
queste incerte parole.
Novembre
freddo è Novembre
se tu mi cadi addosso
con lo stesso angolo
che la luce piega al mattino
sul dorso dell’asfalto
i colori come lancette di orologi
conficcate alla sera
negli occhi di mezzogiorno
il loop degli altri anni di carta
risuona ancora sulla mia pelle
sono rimasto in mezzo alla piazza
come una bottiglia di acqua fresca e sudata
sul tavolo di un Agosto qualsiasi
poi non ricordo,
ma qualcuna con una sete più grande della tua
deve aver bevuto senza respirare
e la strada poi si è fatta piccola
e la notte mi si è chiusa addosso
ho dormito senza le coperte.
ero accaldato e vuoto
Parola.
metti una parola, mettila
al centro di una pagina bianca
oppure, magari,
circondata da altre poche lettere
per fare scena, per evitare inutili solitudini:
(Parola)
ed ecco che il significato
celato dietro ogni scrittura
si palesa nel nostro inconscio, ci interroga
come se fosse il fondamento della nostra
inspiegabile esistenza.
