anche il caffè

i miei patimenti un giorno
saranno i patimenti di altri
ed io non ne avrò in cambio  alcuna gioia 
niente restituiscono i sentimenti
tutto si prendono( anche il caffè…)
la felicità di avere cose da dare
è quello che resta,
un arsenale inesploso
a guerra finita,
un monumento,
l’ ottava meraviglia del mondo
che ognuno di noi 
ha conservato 
nello scantinato polveroso
dei ricordi…
tra i vuoti a perdere
di tutte le bottiglie di vino
questo cuore dimmerda
è un colosso
e la mia volontà è niente
ad ogni suo comando.

così

così sopraffatto dagli eventi
caddi nell’antico tranello della domanda
e chiesi e non ottenni e mi disperai.
mi presi gioco della mia debolezza
mentre fuori tutto si comportava
come si comportano le cose
fuori da qualsiasi altra cosa,
senza sole, senza fiori, era la vita.

sempre feroce

l’antica febbre che mi governa
il randagio che mi porto dentro
questo cane di strada
che si morde la coda
corre sopra un ovale di pietra
senza buone parole, 
senza alcuna speranza,
sempre più forte
sempre più alto
sempre più solo
sempre più bello
sempre feroce

quanto mi pesi tu

quanto mi pesi tu
che dei miei pensieri
ne sei la misura felice
e degli occhi
il sole che acceca.
quanto mi pesi tu
mio termine di 
incommensurabile paragone,
mai ho cercato 
la tua misura.
ti accolgo come
il giorno che mi sovrasta,
a te legherei 
come all’azzurro
il mio arbitrio
e ti direi
portami
là dove tramontano le cose
e tienimi
anche quando il buio
avrà accordato la sua lira
e le mie parole
si faranno ostili
come locuste affamate d’abisso,
Chè poi sarà solo un fiorire
di cose nate nell’ombra
una primavera nata
lontano dal sole
immune
all’ umano avvicendarsi
delle stagioni.

sono uscito con una ragazza assai bella

sono uscito con una ragazza assai bella

e ci siamo baciati all’ombra

che faceva il lampione con la chiesa,

e non ho sentito niente

dentro di me c’era una campana vuota,

nel fiume c’erano i miei occhi,

e le nostre lingue hanno danzato

in un teatro vuoto.

almeno non c’è stata

la necessità di un bis.

niente da dichiarare

Il Pastore tedesco abdica…
Piove…
qualcuno sta morendo comunque di fame
altri anche di sete
io ho una bottiglia di vino ma non ho
né fame né sete
Prada subisce un danno d’immagine
le scarpine rosse coccolano il callo
dalla strada qualcuno urla ” Puppa! “
sul fronte si spara comunque 
qui non ho niente da dichiarare…

mi interrogo

mi interrogo 
intorno alla parola
felicità
un’ombra limpida
nel fuoco di un mezzogiorno 
d’estate
bere una sorsata d’acqua
avere un posto
tra i suoi pensieri al mattino
farle posto trai miei pensieri di notte
rispondere al telefono col sorriso
ridere insieme per futili motivi
ed altre piccole cose.
mi interrogo sulla parola insieme
tra i diagrammi di Eulero Venn
l’ intersezione tra due solitudini
non è per forza un vuoto
la mancanza non è per forza un vuoto
mi interrogo su ogni argomento che conosco 
e che non conosco
ed ogni argomento parla della stessa cosa,
mai una volta che abbia associato
i sentimenti alle cose.
Stare bene, essere felici, fare felice qualcuno…
possibile che la vita sia solo questa?
Un urto contro una parete infinita?

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