delusione

una delusione di donna

una delusione di cuore

coltiva la mia solitudine

una tristezza per gli occhi

non cammino

non scrivo

ci sono troppi bar

ci sono troppe donne

ci sono troppe mani

non scrivo niente

da diversi giorni

e non voglio camminare

non mi va di  correre

ma la strada mi porta

a spasso

con un guinzaglio di vetro

tutto mi pare nuovo

in un mare di vodka

ho chiesto di nuovo il nome

a tutti gli amici

il mio si è perso

un sera, nel buio.

Treno del mattino

il treno al mattino

arriva in città

un rivolo d’acqua

si perde nel lago

siamo di sguardi stretti

ci guardiamo negli occhi

la vita è scritta sui volti

piove un grigio oscuro

da una settimana

i nostri umori si adeguano

ho messo gli occhiali da sole

semino il mio ridicolo ottimismo

ho scambiato un sorriso

con la ragazza difronte

la nostra vita è ancora dolce.

La vita oggi la sentiamo

come se avesse uno scopo,

si capisce.

Il treno si ferma in anticipo,

stridono gli acciai di scarsa qualità

dentro il crepitio dell’acqua,

qui siamo sonno e sorrisi,

abbiamo salvato il momento.

la stazione è una madre distratta

partorisce sogni e annuncia dolori,

se la strada non regala dolcezze

bisogna andare cercarle…

quando siamo ancora vivi..

Spre-logio della solitudine

non temo la solitudine

quindi non la combatto,

se spesso ci manteniamo

come vecchi compagni

che si tradiscono tutti i giorni

è perché, forse, un tempo,

ci fu un’intesa d’amore,

ma mai che una volta, da sobrio,

mi sia venuto in mente

per farmi figo

di scriverle un elogio.

l’antica legge

sapessi come taglia il tuo fare

quando io sono aperto come un fiore mortale

e mostro l’anima rossa ed il fianco

alle tue parole distratte.

Ma da uomo ho accettato tacitamente 

l’antica legge che lega gli uomini,

c’è una felicità latente nei dolori dell’anima

la certezza di non essere soli.

mattino

ho speso una nottata
a pensare che era bella
l’ho scritto con parole
di oscuro tormento,
le uniche che avessi.

Poi è arrivato il giorno,
la sua nuova canzone,
l’ antica primavera.

il sole
ha bruciato la penna
il muro
era un prato fiorito
il mezzogiorno
ne ha cantato il profilo
il tormento
s’ è fatto mattino

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