un uomo cosciente sorride all’automobilista arrogante,
per adesso anch’io ho smesso di mostrare i denti.
Si è sempre soli quando si attraversa una strada e
la nostra polvere ricopre i passaggi delle genti che furono,
così passo, infinitesimo, tra quei sei metri a bande alterne,
lunghi quanto l’universo e forse qualcosa di più,
per comprare una mela e forse qualcosa di più-
In Equilibrio
inutile che mi guardi con quegli occhi
forse ho bevuto troppo anche stasera
ma è inutile che mi guardi come fossi un alieno
solo perché riesco a fare pipì sopra una gamba sola
e se ti dico che ti amo, credimi, o fa come ti pare
ché il tuo giudizio non cambierà le cose
nemmeno una volta che te ne sarai andata
domani sarò di nuovo qui a pisciare su di una gamba sola
in equilibrio, come adesso, solo per ricordare i vecchi tempi,
da solo, per scrivere una sciocchezza come questa
in ogni caso più vera di mille inviti a cena.
chi se ne frega della poesia
si è acceso un sole giovane
scalda come uno scialle di seta
Inverno ha dimesso l’artiglio
ed anche il mio sorriso
ha perduto la lama
ho ripreso a raccontare la vita
senza scomodare la poesia.
Il fanciullino (sfanculato)
certe volte i pensieri
escono legati in rima
e la cosa mi spaventa e
mi si legge in faccia un poco di vergogna
come chi ruba quattro caramelle
sopra al bancone con quattro caramelle.
Non posso scrivere che sciocche filastrocche
ma troppo macabre da leggere a bambino
e troppo insipide per una mente adulta.
certe volte si legano i pensieri
e poi li sciolgo a suon di vaffanculo
e loro ridono di come sono fesso
e mi abbandonano assieme a me bambino.
Quel fiore è il fiore che uccide di bellezza.
temevo il fuoco
che arde nella pancia
avrebbe arso ogni Primavera
invece nasce dal fondo della valle
un ramo fresco di sangue e di cemento
da cui un fiore col polline d’amianto
ammala il mondo e ne innamora l’occhio.
Sta resistendo al Napalm e al Mattino.
Quel fiore è il fiore che uccide anche un bambino.
Io, Carver, Machado.
Ogni tanto penso di svegliarmi nella notte,
con un libro di Carver sul comodino, nel quale,
svegliatosi di soprassalto dal sonno
spalanca gli occhi nel buio e si ripete:
“Va tutto bene, tanto c’è Machado.
E poi sono riuscito ad addormentarmi.”
e tutti e tre a modo nostro dormiamo,
insieme a tutti quanti.
Non affanculo.
dove mi ha spedito?
non lo so dire
un’ oscurità perduta
senza pavimento
si prende gioco di me
dove sono?
non lo so dire
ho tagliato la barba senza motivo,
anch’io so fare qualcosa
ho sussurrato alla notte!
si spengono cose intorno
come lampioni all’alba
ma senza alba
e qualcosa sta nascendo
dentro o intorno
ma non so dire
una cosa nuova
che mi ha dato un altro nome
cosa accadrà?
non lo so dire
ma è dolce il buio
è velenoso il buio
è ovunque il buio
e non vedo
e so esattamente dove andare…
Il primo ed unico S.Valentino che abbia mai festeggiato.
Eravamo seduti nel campo
era freddo, era sera,
intorno l’erba cominciava a bagnare
la crostata di fragole a forma di cuore
i trent’anni li spartivamo in due
lei accese una candela con
le mani che odoravano si fragole
e di sesso
si avvicinò un uomo
imbracciava un fucile
lo caricò di terrore e me lo puntò sul viso
lei si strinse a me
come la pelliccia di un animale che corre
sentii il suo sangue
c’era il mio sangue
e gli odori si drogarono di adrenalina
il nonno del mio amico
a cui apparteneva il terreno
appena fuori dal paese
aveva qualche rotella mancante,
ed un fucile carico
su cui appoggiarsi
lei mi disse per la prima volta
che mi amava, avevamo quindici anni,
deglutii, arrivarono le nipoti,
sentii partire un colpo
tra polmoni e stomaco
la balistica è tuttora oscura.
Ho conosciuto una donna
Ho conosciuto una donna
ci siamo seduti
e ci siamo parlati
ho conosciuto una donna
e abbiamo riso
e abbiamo bevuto
ho conosciuto una donna
che mi ha riconosciuto
senza vedermi
e adesso ci parliamo
come parla il sole al mattino.
Le stazioni
Le stazioni, d’Inverno, sono come gli ospedali.
C’è sempre, chi si ripara dal cielo e chi aspetta il miracolo…
Spesso sono la stessa persona…
Ma qui, la gente, si cura con la gente.

