Amare è essere sereni
-vai pure dove ti pare-
il fegato implode ma
il cuore è sereno.
ORIZZONTI Tratto dalla raccolta : “microracconti con moccoli in latenza. “
Apri gli occhi, fissa il soffitto, il lampadario, il grigio topo lavato del cielo, lo sguardo oltre la piazza, il corso, la torre, le Apuane, le nuvole, il CALENDARIO. Un altro trasloco all’orizzonte.
Tratto dalla raccolta : “microracconti in con moccoli in latenza. “
poesia
quando mi serve,
quando non ho niente da offrire,
lei non c’è mai.
la mia poesia è snob
inutile, meschina,
come una troia d’alto borgo
non ha niente da dire
se non ho niente da dare.
Appunti
Appunti
.sei uova
.una bottiglia di aceto
per pulire il frigo
.un libro di poesie
che non sia inutile
.Non richiedere attenzione,
regalala
.tre mutande
.sii sincero almeno nei sentimenti
e se proprio devi mentire
sii in grado di inventare storie divertenti
.pasta integrale
.pomodori
.frutta di stagione
.amori di stagione
.un buon libro
che non sia inutile
– Saluta almeno una persona che non conosci al giorno –
asseconda i desideri e le voglie, dopo averci riflettuto il tempo necessario-
. pane q.b.
.vino (poco ma buono)
.ricordati di buttare l’immondizia
senza avere troppa nostalgia
.dissipa i tuoi averi nel tempo necessario
ma ricordati di avere qualche avere
ché le eredità non sono contemplate
. non fare ironia spicciola
impara ad essere ironico
.impara a volerti bene nonostante tutto
.una bottiglia di porto e del gorgonzola
.dille che le vuoi bene, più spesso, o faglielo capire
sì lo so che lo sa già, ma repetita iuvat
.Acqua minerale abbastanza salata
.ricordati di bere spesso
.ama e fa’ ciò che vuoi ché Agostino non era mica fesso.
.varie ed eventuali
Poesia delle cose che passano
volevo scrivere
una poesia
sulle cose
che passano
poi mi è passata
anche la voglia
Due parole in colonna sui salvataggi ( dalla Raccolta Ineditabile ” questa non è poesia “)
Due parole in colonna sui salvataggi
( dalla Raccolta Ineditabile ” questa non è poesia “)
guardo un aeroplano
scendere dalle Apuane,
è una lucina che brilla
una piccola venere che cade
dai monti verso il mare,
e come molti penso
a cose semplici,
a cosa porterà
di nuovo, ad esempio,
e penso spesso a Gianni Rodari
se guardo un aeroplano
ed alle poesie delle elementari
che odiavo, e non capivo,
penso a tutte le cose
che odiamo e non capiamo
e che solo chi non capisce, odia,
solo gli ignoranti odiano, ma
non odiate gli ignoranti
impariamoci, capiamoci, salviamoci.
deflazione 12-09-2014
calano i prezzi delle cose
un arresto anche tra i desideri
gli altri a piede libero
si specchiano nelle vetrine
negli occhi, senza comprare.
dicerie
Sento la morte
nitida in ogni
arrivederci, così
un vento gelido
raggela la schiena
ad ogni accenno
d’amore,
e la dicono vita
questo andare insicuro
e la chiamano morte
questa gioa d’amare.
eco
la notte
mi picchietta
addosso con le sue
nocche di tenebra
risuono mancante
come l’eco
del giorno passato
interrogativo
come una domanda
eterno
senza una risposta
Sta finendo l’Estate
Finita l’Estate
sono appassite le rose
nel sole un’arteria oscura
pulsa linfa d’Autunno
arso vivo è il ricordo
qualche accenno di freddo
un odore di steppa
si è abbattuto sul cuore
La sottile linea rossa tra l’ascetismo taoista ateo e le teste di cazzo
Vorrei essere un asceta
per sbagliare avvolto
da un alone mistico
come la capsula di cellulosa
che avvolge le pastiglie
più amarognole
e poi applicarlo alle supposte
vorrei essere un asceta
per sbagliare comunque
e fare appello
ad un qualsiasi misticismo
ma sono nato in Basilicata
e la cosa che più
somiglia ad un dervisci
sono i coglioni
di mio padre
per cui vale Heisemberg
e tutto ciò che concerne
Shrodingher
ed il numero di Spin.
Vorrei essere un asceta
taoista ateo con maggiore convinzione
di una testa di cazzo
a cui si riconduce
buona parte del mio operato.
scrivo per farmi compagnia
Ricordo ancora
quando scrivevo poesie
come fossi Neruda,
senza essere mai stato Neruda,
e poi ricordo
quando scrivevo poesie
di strada
senza aver mai vissuto la strada,
e quando mi innamorai di Lorca
scrivevo il ( tempo) tra parentesi,
e mi pareva cosa bella.
Adesso non scrivo più poesie,
scrivo di me che scrivevo,
e di una certa tenerezza,
e spesso mi domando
se sia davvero io
a scrivere…
O qualcuno che atterrito dal nulla
vorrebbe essere qualcuno.
Comunque, mi somiglio,
mi riconosco, e non mi conosco.
E’ già da molto ormai
che scrivo per farmi compagnia,
senza pretese, da uomo a uomo,
come viene, come voglio, come posso.
