”qui dimorano i vostri silenzi,
e le loro eco
diventano dipinti alle pareti.”
recita l’insegna del nostro Hotel.
Che ogni passo
diventi un’attesa soddisfatta,
e che vi innamori il gesto
e non il vino;
e se proprio tutto dovesse andare storto,
che ci sia sempre un barista,
un amico a spartire la nottata
con un po’ di musica,una parola
un bicchiere,
un silenzio,
da usare come pausa
tra una malinconia e l’altra.
Amami Adesso.
Giovinezza
che mi spunti in viso
tra il sale e pepe dei pensieri,
fresca
come un dopobarba estivo,
tu che mi hai venduto
al vento
per un’estate di sole,
guardami adesso
che mi hai azzoppato
il cuore,
io che ho esrcitato
il credo della tua anarchia,
che ho dilapidato
qualsiasi forma di profitto
in cambio di un sorriso,
resta qui, al mio fianco
come un vecchio amore,
incantevole ed inutile
come chi guarda il mare
senza averne alcun motivo.
Amami adesso
se ne hai il coraggio,
chè non mi servi,
amami e resta,
e fa la ciliegina
sulla più invenduta delle torte.
Giovinezza
Amami adesso
chè non mi servi
se ne hai il coraggio,
senza alcun motivo,
amami e resta,
e fa la ciliegina
sulla più invenduta delle torte.
Che Noia!
Che Noia!
Questo libro
splende quasi come il sole
che innamora
sul prato,silenzioso,
all’ombra della torre…
(scrivo a matita
sopra il muro della stanza.)
oggi,studiare la materia
mi annoia come tagliarmi le unghie,
leggere Carnevali oggi
è preparare un filetto al barolo
e non avere appetito.
Che noia!
Sale dallo scarico della fogna
come un tedio,una dimenticanza,
andare a correre sarebbe
dimenticarsi per un’ora buona,
scriverne è farsela piacere…
che noia!
mi innamorerei , se potessi.
Notturno
Meglio avere qualcuno che ti pianga
che qualcuno che ti rimpianga
semina affetto
non favori.
V.C.C.
Crepacci.
uno squillo mi gela,
il secondo mi inferma,
il terzo è un precipizio senza fondo.
non esiste distrazione in fondo a cuore.
Esistono parole
nelle profondità sommerse dei nostri stomaci,
sono i nomi di tutti gli abissi,
che quasi mai hanno i nostri nomi.
Kamikaze
uno squillo mi gela,
il secondo mi inferma,
il terzo è un precipizio senza fondo.
non esiste distrazione in fondo a cuore.
esistono parole
nelle profondità sommerse dei nostri stomaci,
sono i nomi di tutti gli abissi,
alle volte,rispondere al telefono
è una roulette russa
ed ogni suono,
un potenziale kamikaze
pronto a frantumarti il cuore.
Agosto.
Verrò da te,
alle tue mani,
come l’odore della gomma
che brucia
sull’asfalto rovente
nella calura d’Agosto,
verrò a prendermi le tue parole
una ad una alle tue labbra,
e le mie saranno dolci
come l’ombra perfetta
del tuo culo,infinita,
che si inarca sul muro
delle tre del pomeriggio.
Poi me ne andrò
così come ero venuto,
ed ancora una volta
mi brucerà al sapone,
il tuo nome,
inciso a sangue
con le dita
sulla schiena…
nuovamente, poi ,
ci perderemo
tra l’asfalto e le gomme,
chè l’amore d’Agosto
è una farfalla,
un battistrada di seta
arso vivo
sull’autostrada del sole.
m-chè….ma cumm cazz t ven-n……. scherzo!!! sono qui solo per farti i miei complimenti, finalmente un ragazzo, giovane, che riesce a scrivere e a dare una certa imnportanza alla cultura, sottocerti aspetti anche popolare, grazie…almeno qualcuno che faccia conoscere la nostra regione,PAESE, cè…….
hhhahahahhahah… 😀
Grazie,anonimo paesana/o, soprattutto per il giovane!! 😀
anche se non sempre faccio fare bella figura alla regione e al paese
:D, ma si fa quel che si può…
grazie per essere passato da queste party… a presto. M_chè.
Arte.
esistono vertigini
in ciascuna delle nostre anime,
riempirle di poesia,
è l’arte di arrangiarsi.
questa è l’unica arte che riconosco,
tutto il resto ne è il rumore.
Vorrei volare, per U.Aloisi.
Ci sono sguardi che non si dimenticano,
quegli occhi piccoli,umidi,curiosi
intrappolati nella musica e negli anni,
cercavano la voce nelle nostre mani
aperte al cielo come fiori al sole rovente di Agosto.
Sentirti cantare, era contemplare una montagna,
la tua voce, come il vino di casa, ci innamorava con asprezza
dissetava le nostre bocche arse dai baci dell’estate;
poi ballavamo le antiche danze del sentimento
ampie ed imperscrutabili
come le pianure assolate che abitano
i sud di tutte le malinconie del mondo.
Appesa. dalla raccolta “Dell’Eros e di altri Santi “
Offrimi la tua carne più matura…,
ho toccato col mio occhio
la punta estrema
del più bagnato dei tuoi spasmi,
la mia carne,ha riaperto
la più vecchia delle tue ferite,
resta così…
bocca aperta,
mentre dai le spalle alla mia bocca,
ancorata per la bava alle mie labbra,
appesa alla mia carne
come un corpo
spento di fatica.
