Maledetti cuori sinceri che assolano le tenebre,
se a volte il passo è leggero e le giornate
sono sacre come la vita quando diventa poesia,
altre volte il giorno pesa sulle spalle come una palla di fuoco
il cielo è un cubo d’azzurro,una preghiera senza aria
e l’uomo ne è prigioniero come una nota triste
condannata a rimbalzarci dentro per l’eternità.
Non c’è umanità nella tua bocca
il sole ci schiaccia nell’ombra
sui letti un frusciare di tende
l’alito caldo del giorno
si insinua col ritmo del vento,
la tenda è un mare di seta,
il fresco lenzuolo di lino
è un’oasi di bianco
sul legno oscuro degli anni,
sul mio collo è la vita
tra le tue labbra, la lingua,
un silenzio di pietra mi pesa
Pomeriggio, io muoio nell’attesa
di un antico riposo,poi
nella tua bocca rinasco senza desiderio
perduto e perfetto come ogni concezione.
Non c’è umanità nella tua bocca
ma una vertigine senza confini.
La bellezza è un sentimento
che ha poco a che fare con gli occhi.
mai un poeta
le parole non fanno la mia vita, ma
è la mia vita a perdersi in parole,
arrivo quasi ogni giorno
a barattare tutto per un suo sorriso,
uno spicchio di vita,
una manciata di sole,
le parole sono una presa di sale.
frasi fatte
non siamo niente
fino a quando
qualcuno giura
di averci sentito arrivare.
Sopravvivere alla solitudine
significa moltiplicazione,
parlarsi, accudirsi,
farsi un cenno con la mano
e rispondersi.
Non è follia parlarsi a voce alta,
l’operaio al pari del poeta contiene
più infiniti.
Il corpo è la massima espressione
della nostra vastità,
La bellezza ci dice delle cose
che l’intelletto fatica a decifrare.
Come impallidisce di colpo, la poesia,
al cospetto di una stretta di mano
uno sguardo, un ricordo lontano.
allenamento
mi alleno nell’arte del tempo,
arrivare a conquistare il letto
è una forma di addestramento,
il giorno avanza senza sussulti
ed io mi alleno, soldatino di carne,
per quando il sorriso riporterà guerra.,
il mio cuore è zavorrato al petto
dal peso dei mille giorni di silenzio,
aspetto fiducioso qualsiasi cambio di vento.
tasche bucate.
tasche bucate dei giorni
un filo di voce mi sfugge,
quanto rumore
si ammucchia negli anni…
silenzi di lava che
gonfiano il petto,poi
basta un sorriso
dall’altra parte del mondo
per mandare in frantumi
una farfalla di fuoco,
in un canto di vulcano
anni di eleganti rinunce.
consapevolezza
in cui sentii la mia famiglia franare
aprirsi come una rosa sotto i colpi dell’estate
era metà agosto
le malattie ci minaccivano
dal fondo dei desideri, ma era ancor troppo presto.
il tempo reclamava la sua parte sulle cose…
non vi nascondo che ho vacillato
per più di qualche volta nel vedermi
mortale in uno specchio di morte.
come le stagioni insegnano l’infinito al contadino,
è esplosa intorno al mio vedere
con tutti i suoi sentimenti,
una religione senza dei, nè nomi,
un sorriso come una preghiera.
oggi corro.
un’illusione d’asfalto,oggi
è la mia vita.
il calore mi strozza il respiro
sale ad agosto un inferno da basso,
corro senza domandarmi un perdove,
il respiro si accorda all’orizzonte
i monti si piegano al mio sguardo
sento il cuore, in salita,
picchiare contro ogni muretto,
il pomeriggio d’agosto
io sono un vagabondo senza sentimenti
e non mi affatica il caldo
quanto la sua assenza.
Lontano un’auto sferraglia
un cane scodinzola
dall’ombra del guard rail,
una panacea di pensieri
si plasma dentro la mia testa,
oggi corro per dimenticare il mio nome.
ritornerò a bruciare.
giorni di sentimenti chiusi
mi sveglio e mi spengo
senza desiderio.
i culi sono pezzi di carne
le tette cose per figli
bocche senza sapore e
lingue buone solo per parlare,
oggi sono una porta chiusa,
un tuono che esplode lontano
mi dice che la tempesta è passata
qui sono una pietra
che pesa sulla notte,
mi ha schiacciato il cielo,
lapillo vetrificato in mare
resto senza una parola,
intorno a me è una terra di luna
ma presto, forse, ritornerò a bruciare.
cose cadute
nella deriva, lo scorbuto
mi ha intaccato il cuore,
giorni senza una meta,
l’orizzonte ha cantato
un’ alba di rum…
di noi pochi pezzi di carta,
poi qualche stella è caduta.
10 Agosto
Desiderare che siano i desideri a cadere,
stelle senza nomi.
Guardo il cielo
E non penso,
La notte non ha abissi
Ed io non tremo,
C’erano cose in fiamme che
un tempo, cadevano anche dai miei occhi…
Ultimo diario di bordo
giorni di galere e di birra
il mio mio vascello
batte bandiera pirata
giorni di antiche danze
è arso l’albero maestro
a cui ero legato
giorni di sguardi randagi
siamo tornati
a parlare di leggi
giorni di tempeste feroci
una baia straniera
ci ha offerto riparo
giorni assetati di occhi
la mia bocca
ha saccheggiato villaggi
giorni di glorie perdute
il sentimento sul cassero
ha mollato gli ormeggi
giorni assolati senza una notte
lo scorbuto
ci ha intaccato il cuore
giorni senza una meta
l’orizzonte ha cantato
un oceano di rum
giorni dimenticano giorni
la deriva ha inghiottito
il mio cappello
Giorni perduti nei giorni
parole hanno perso parole
giorni perduti dei giorni
di noi
pochi pezzi di carta
