selfie

selfie

faccioni, ovunque faccioni
divinità maya senza spirito
moltiplicate per sempre
contorni di labbra, ovunque sorrisi
capelli, occhi di vetro, tesoro di Atreo
la faccia di culo di Agamennone
preferisco i selfie porno
un culo, una fica, un cazzo
sono una metafora migliore
e più onesta di ogni triste faccione.
Selfie. disinteresse del mondo.
niente di bello da spartire
sarei interessato alla tua visione del mondo
il resto lo vedo da me
si decomporrà presto quella figura
si sgraneranno i dettagli e
batteri e vermi banchetteranno
col tuo sorriso.
e noi a catturare involucri
a dimenticare pensieri
a simulare la morte
ci immortaliamo
come natura morta
pieni di vita

Previsioni

È qualche giorno
che ho una tensione sul viso
mi accorgo di avere le labbra contratte
a volte dimentico l’abbandono
ed il corpo istintivamente
resiste a ciò che è per natura irresistibile
la vita è un fiume in piena
i pensieri talvolta annegano
altre volte invece surfano
creste impercettibili
caduta
solo un altro mulinello
l’ affluente perduto
lo smottamento
il fondale depresso
ricordi certe piene improvvise
la pioggia caduta sulle montagne rocciose
a valle si fa minacciosa
spazza dal letto ogni cosa
così come ho fatto
sul letto, le tue cose
Come il centro meteo
non ne azzecco mai una.

col tempo sai…

Col tempo, cerco di dominare gli impulsi.
Non è facile per me, dato il mio carattere, pensare prima di agire.
Non è facile vedere la bellezza dietro la rabbia.
La grazia nella delusione, l’allegria nel fallimento.
Rischio di fare il verso a quei santoni che tanto detesto.
Non parlo di amore, parlo di cose che conosco,
Ma dove prima avrei ricamato lenzuelate di vaffanculi
adesso ho stampato qualche sorriso sincero.
Cerco di essere sincero almeno nei sentimenti.
Non so cosa sia vero e cosa falso
cosa giusto e cosa sbagliato
troppo spesso mi assale dubbio
Ho imparato che per essere sinceri
si deve abbandonare il concetto di misura
Non importa quanto di me ti abbia dedicato
e nemmeno quanto abbia ricevuto
Ho sbagliato, così, come meglio ho potuto
E se qualche volta mi sono fatto granello
facendo del mio enorme ego una briciola,
e se lo è portato il vento, sono certo,
forse molto lontano, da qualche parte
in qualche tempo, in silenzio, senza clamore
germoglierà qualcosa-

Tu e il tartufo

tu e il tartufo

di oggi due cose mi restano
una nella mente l’altra tra le labbra
di oggi due cose mi restano
e se tu mi chiamassi, adesso,
saresti come il tartufo che
incontrato all’una e ancora risale
e si ripropone, senza alcun pudore.
se tu mi cercassi adesso
saresti come questo rigurgito
ma più dolce, alla fragola,
con piu amore e
meno indigesto forse
di questo tartufo, ma
Tu sei l’assenza
il ventre piatto Brioschi
La magnesia sul cuore
Ossido di alluminio
dei miei occhi
tu non ritorni, e io non ti cerco
ma comunque la notte
si fatica a dormire.

Le Finestre Sono Aperte

le finestre sono aperte
entrano cose
escono altre cose
alcuni appesi al davanzale
sognano un presente migliore
fuori è solo futuro
dentro, rivoli di pomodoro
colano dalla cucina bianca
chissà cosa diventano
negli occhi dei bambini…
certo, meno appariscenti
sulle scure piastre a induzione
ma per tutti è lo stesso sugo,
viene dal passato, fatto col passato
per tutti ha lo stesso odore
odore di cose conosciute
io vi scrivo dal balcone
che non è dentro
ma nemmeno fuori
oggi è Domenica
non me la sento di prendere decisioni
i fornelli odorano
di limone e candeggina
mentre polvere e polline
sono liberi di circolare
e non ho voglia di fare un cazzo
almeno nel presente
sono sempre di cattivo umore
quando dormo il pomeriggio
voi no?

Amore cagnesco

La cosa che mi esce più semplice

se fuori è caldo ma coperto

se tu sei lontana ma non troppo

se io sono sobrio ma non troppo

se sono sudato ma neanche tanto

insomma la cosa che mi esce

più semplice da fare

è proprio questa

affogare in un labirinto di meringhe e di malinconia

simulando la freschezza del polaretto al limone

che lascia sempre un retrogusto amaro di detersivo

e tensioattivi

in certe certe notti sapessi farlo

abbaierei, e lo farei così bene

da far cadere stecchite avanti alle mie zampe

isolati ed isolati di cagne

senza fare alcuna distinzione razza, di taglia o di religione.

Dalla collana ” I microracconti ineditabili”Ogni Mattina

ogni mattina mi ritrovavo avanti allo stesso incidente
curvo sulla scrivania a guardare il mondo,
e tutto, in quei giorni, pareva piantato su di un lastrone di granito
ero tornato indietro di mille anni
i più cari, soli, avevano il dono di rotolare
come delle piccole biglie di ferro mosse dal vento
di vetro i più piccoli
dove andavano? cosa li muoveva?
l’anticiclone africano pareva la cosa più sensata, l’unico accenno di vita
Vedi cosa ti combina un sentimento?
niente più boschi, niente mare,
tutto era ridotto a quatto elementi
ma la terra si era indurita, granito, impenetrabile, potevo solo scivolarci sopra, niente radici, niente futuro, niente passato.
Mi sentivo come in un limbo di sterilità,
nenessun istinto, nemmeno una sega, niente! Qualcosa dentro cominciava a rassegnarsi.
Per la prima volta, vidi il mondo da spettatore, avevo gli occhi di dio, Un Dio malato di onnimpotenza.
così scrivo a memoria questa lettera senza poesia
come una biglia che urta su di un piano infinito
poggio sul mondo e su di un solo punto
libero dal peso del tempo
non provo più niente, solo, vado rotolando
senza speranza.
Qualcosa però mi dice che costruiremo castelli da qualche parte, inutilmente, io non ne comprendo il motivo. Non mi servono mura, ma nuovi pensieri.
Vedi come tutto leviga il sentimento?
Oh, ecco la pialla democratica.
Mai avevo provato tanta appartenenza e compassione. Perdere ogni cosa è la base di ogni religione che si rispetti e ne comprendo a pieno la grazia. Io non cerco salvezza, non cerco risposte, non aspiro alla pace o all’armonia. So già di essere tutte queste cose insieme.
E perché, allora, mi sento così inutile?
Faccio il verso a Majakowskij
ma me ne accorgo sempre troppo tardi
Avrei bisogno di nuovi pensieri
ma anche dentro, un lastrone di pietra
sorregge sempre più arido il peso delle parole
che come pietre lasciano solchi impercettibili
e suonano una musica di rara bellezza
a seconda del peso
e questo canto
niente che sappia o comprenda
niente di più

Una vecchia lettera di stran.amore

Volevo dirti due parole
dirti che mi manchi
non che la cosa sia segreta
da quando ho fatto voto di sincerità, ero, però,
certo che le cose sarebbero andate come pensavo
invece è andato tutto rovinosamente a puttane,
e un sacco di puttane nel contempo
hanno bussato alla mia porta
recandomi doni più o meno prelibati
ma non commettere mai l’errore
tu che leggi
di considerare offensivo il termine “puttana”
sono donne e uomini sinceri le puttane
hanno coraggio e un vuoto da riempire
hanno dignità, loro,
comunque le ho fatte entrare, abbiamo bevuto
ci siamo raccontati
talvolta scopato, ma non è una cosa rilevante,
bisogna farsi le fusa ogni tanto, sempre
che la situazione sia quella giusta, comunque
volevo dirti cose che già sai, probabilmente,
ma va bene così
la gente fugge le persone sincere
e se faccio cacare, buona pace santissima, amen
va bene così. So essere una pietra.
Lo sono stato per secoli, eoni.
Ma non commettere l’errore di prendere alla leggera
le mie parole
nonostante mi sia contraddetto mille volte
io so sacrificarmi per un capriccio.
So rinunciare a tutto per una questione di principio
non che sia una cosa intelligente
evito sempre di farlo
ma non farmi incazzare troppe volte
divento cattivo e ottuso
comincio a buttare la gente fuori dalla finestra
come quando zio Carver beveva roba forte
ma io non so che cos’ è l’amore
e probabilmente sono uno di quelli in questa stanza
che non riconoscerebbe l’amore
neanche se me lo mettesse nel culo, ma credimi
so essere una testa di cazzo come un uomo qualsiasi
di cui si innamorano le stupide
ma tu non sei cretina ed io
non voglio parlare d’amore
continuiamo così facciamoci del menomale
dal canto mio, farò quello che voglio
come è sempre stato
non ho paura di niente
anche se comincio a rompermi i coglioni
di rovistare nel sudicio
di parlare da solo
di saperti lontana
non è difficile voler bene
è difficile accettarlo, così incondizionatamente
ma Io confido ancora nella noia
ho ancora energie per te
vediamo quanto dura
mi stancherò, prima o poi-

Neo Manierismo (conosco un posticino)

il disagio di giovani e meno giovani
imbellettati con abiti da festa
seduti sopra sedie in stile finto Cast Away
mocassino da barca, lino, vintage alla Hemingway
senza aver mai letto Hemingway
ci casco anche io di tanto in tanto
nella noia di certi locali in riva al mare
seduti sulla spiaggia
a sorseggiare mojito
apericena manierista della peggior specie
posti senza anima, spiagge violentate dalle Hogan
tristezze post metropolitane
solo l’idea borghese di mare
può rendere così volgare il mare
e gente che brama status altolocati
venderebbe il culo per tuffarsi in quel mare di tristezza
se Lapo potesse urlare la sua angoscia vi atterrirebbe
miei amati fratelli, miei specchi
se solo riuscissimo a vederci
nei parcheggi prima di battere
le tavole inchiodate della passerella
proveremmo terrore.

Domande

io so che alcune cose non le capirò mai
so anche che non è importante capirle
e lo sgomento che ci coglie tutti di notte
avanti a cose intellegibili, è tutto umano.
una mano. un piede. una bocca. la folata di vento.
la finestra che sbatte. la luce di Giove.
un dio qualsiasi. un culo. la pioggia.
Pino Daniele. James Senese. Caravaggio.
tu che non mi caghi. tutti quanti. ogni altra cosa.
Smetto di pensarvi. ed esistete. per sempre.
ogni cosa. in ogni cosa.
il paradosso. a cosa servono le domande?

Poeti

poeti
inni alle solitudini
fili di erba bruciati e piegati
scia paglierina nel verde
corrente di risacca nella schiuma
vento caldo delle Alpi
che asciuga le lacrime ai popoli
abbiamo imparato a piangere
senza versare una goccia di sale
poeti
esseri immondi
voragini del tempo
nemici della logica
non ha senso alcuna filosofia
vorrei scriverlo sui vostri libri
e non so nemmeno se esisto
così come mi vedo
poeti
ieri ad esempio ho abbracciato una ragazza che dispensava abbracci
aveva un bel sorriso
ci siamo amati meno di una coppia mitologica? Non credo.
ho già dimenticato il suo viso
poeti
infilo due passi lungo il selciato rovente
asciugo il sudore con un fazzoletto bianco
e non decido niente, vado avanti e il mondo mi incontra
combatto solo un poco il desiderio
ho un cuore ancora fragile e
sicuramente piangerò ancora
sotto la sferza del sole
poeti
non nasconderò il mio viso
è forse una colpa non saper provare rabbia?

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