Sono fogli bianchi
Le attese.
Nessuna parola,
mai,
si adatta alla misura.
i giorni feriali al mio paese
questo posto
ricade sui nostri movimenti
ci inchioda
all’asfalto
senza sentimenti,
come il cavallino a dondolo
del piccolo parco giochi per bambini
la mente trema sotto il sole del mattino
e poi ristagna a lungo
il luogo nel ricordo ,
i sorrisi del giorno
cadono come il vuoto
che ogni sera cade,
l’aureola è sulle nostre teste,
sacro è questo niente
ed è agghiacciante!
nei tuoi occhi
non c’è alito di vento
che non sposti i miei pensieri
torbidi e leggeri,
come i vapori dell’asfalto
nelle notti d’estate
si alzando dai miei sentimenti
dopo la pioggia della sera
coltri dense di parole
che non dicono niente
se non l’urlo della vita
che vuole sopravvivermi,
il mondo sempre abbozza
il suo sorriso
e ciò mi basta
per tendere una mano al tempo
la fune lavora il verricello
stridono le labbra una musica
fino al giorno appresso,
nei tuoi occhi,la miseria dei giorni
nei tuoi occhi sopravvivermi.
passaggi
domande
attese
autostrade
orizzonti
sole
chilometri
motorino di aviamento
autostrada
fiumi
occhi
il tuo telefono,
sono
alcune
cose
che ho
attraversato
oggi
politica
La politica di paese è comica,
è un abbozzo di matematica elementare,
dove,la vera incognita,
appannaggio delle menti più elaborate,
si chiama Idea.
Sono tue le cose che scrivi?
Certo 🙂

l’amore dei sedici anni
si è nutrito di mare
la notte il rosa del palazzo
diventava blu,
dal finestrone
ogni tanto entrava una nuvola,
una lampara si allontanava dal porto,
un abusivo di sotto poneva un mattone.
ci addolcivamo le labbra
con parole di stagione
e la pelle d’oca
era senza incertezze,
non conosceva ancora la paura
che il tempo
ci avrebbe insegnato con l’inganno.
l’amore dei sedici anni
faceva rumore,
sulle scale ci tappavamo le bocche
ma neanche il mare,quando si alzava il vento,
copriva i primi affanni…
ogni tanto qualcuno ci scopriva.
Mai nessuno però ci avrebbe visti,
di notte l’amore ci faceva blu
e ogni parola suonava col mare,mentre
la mattina, al sole,tornavamo rosa
come il palazzo
e gli occhi come le finesre si riempivano di azzurro.
qualche livido da nascondere qua e là
il sorriso da nascondere agli occhi di suo padre,
e la barca che mi portava a casa
non partiva più da giorni,
a causa di tempeste immaginarie.
Ricordo la voce di mio padre,tuonava nella cabina:
non fare la testa di cazzo! sono dieci giorni..
torna a casa!
e mia madre la immaginavo alle sue spalle…
Lascialo stare,la vita è una sola,
adesso hanno sedici anni…
è strano come a volte la relatività
divida la ragione in parti uguali,
ma a sedici anni la vittoria
è un’ abitudine.
Nostalghia.
complice la pioggia
che cade ,sincera,
mostrandomi il salto
dal cielo che le da il nome
fino alla terra che la degrada
come la morte,in semplice acqua,
certi giorni mi assale una nostalgia
per le cose andate,
amici perduti,cose che mi è impossibile ricordare,
gli sguardi intensi lasciati ad ingiallire
nei treni di mezza europa,le carezze,
concerti dimenticati,le case che ho abitato,
le scarpe vecchie che non mi hanno fatto cadere
e quelle che invece mi hanno fatto rompere le ossa,
i banchi di scuola,
i capelli delle mie ragazze, il loro odore,
le donne che ho amato per una sola notte,
le donne che non mi hanno mai amato
e che invece avrei voluto amare,
la campanella della ricreazione,
il pane appena sfornato alla mattina…
Quando penso, mi guardo intorno
e siete tutti complici
il mio sguardo vi domanda
e voi capite, nesssuno escluso.
Tutte queste cose
si ammucchiano
contro il mio petto
come l’esercito al quale ho appartenuto
e poi mi ha congedato da caporale per anzianità.
Certi giorni il passato
pensato nel presente,
è più dolce del futuro
e canta una musica antica,
molto più antica di me,
mi lega con un filo di voce
i sentimenti alla carne
e quasi mi innamora.
Amorbo.
aveva talmente tanto sentimento
e così poche diottrie
che quando ubriaco
con un mazzo di rose
si ritrovò a parlare
d’amore ad una panchina vuota,
la panchina si fece donna
e con le labbra
carnose di marmo
lo baciò.
tempi morti
il tempo è solo il tempo,
non è niente di serio,
ma allora perchè
certi giorni
pesano sulla lingua
come macigni
dal cuore di carne?
Primavere.
Solo il desiderio
illumina la giovinezza,
quando sarò vecchio
non vorrò desiderare più nulla
lo sguardo sarà sempre sazio
e la vita tracimerà
dalle parole
fino ad esaurirsi
sull’orizzonte
dell’ultimo sorriso,
lo so , sono ottimista.
Ma questa primavera
durerà ancora qualche anno,
fino a che uno sguardo
mi porterà l’insonnia,
fino a che la solitudine
cullerà le mie passioni
come la terra che cova
la lava del vulcano.
Esploderà questa stagione
e ci sarà da ridere.
Immobilismo
l’errore più comune che ho commesso
e che osservo anche nelle altre persone
è quello di vedere le cose
ognuno attraverso i propri sensi
e non cercare mai di cambiare prospettiva,riferimento…
esistono silenzi densi di singnificati
e altri silenzi vuoti come carcasse di animali
seccate al sole del deserto,
spesso ognuno di noi si attribuisce dei significati
simbolici e metafisici,
ma col tempo ho imparato la rottura
e di palle e del silenzio,
ho imparato che i silenzi sono buoni solo
per creare dei pensieri, ed
i pensieri hanno tempi che il corpo non comprende…
per non soccombere fisicamente
sotto le attese dei pensieri
bisogna che il corpo assecondi le linee dei pensieri.
Piccole cose darebbero senso a grandi silenzi
ma spesso ogni movimento è annichilito dalla paura,
Il silenzio è una cosa unversale,come tale
tende ad espandersi e ad occupare tutto lo spazio necessario
con accelerazione uniforme
fino a quando non arriva qualcuno o qualcosa
a turbarne tale stato di soltanto apparente quiete.
