le mie punte dei piedi
non sono certo
quelle di Carla Fracci ..
faccio cadere cocci…
qua e là…inciampo,
non chiedo permesso,
entro, mi siedo, aspetto,
e quasi mai sto in silenzio.
ma anche tu che
perseveri nel mettere cera
su quel cazzo di pavimento…
ho suonato l’adagio di Albinoni stappando birra calda a mezzanotte.
non ho più fiducia nella scienza
ché nelle intuizioni astratte
un’opera d’arte incompresa
è solo una mappa stellare
troppo lontana
i miei sentimenti sono come i vostri
un’opera d’arte incomprensibile
che solo un intuito costruito ad arte
potrebbe decifrare.
la mia gioventù è priva
della saggezza necessaria
per dominare questo fuoco
ho ancora un arsenale da esplodere
prima che la vita mi cheti
e cominci a fermare camion con lo sguardo.
ho suonato l’adagio di Albinoni
stappando birra calda a mezzanotte.
Un Fiore
Un fiore di campo sta nascendo
Al centro della piazza
Passano persone ricurve sul mercato
L’ inflazione è un cancro che divora.
C’ è un fiore al centro della piazza
Cresce senza voce ,
senza una domanda.
Nel mezzo del passeggio
una minaccia ai nostri cuori,
la sua vita risponde
ad ogni domanda
che abbia un senso.
C’è un maledetto fiore
Al centro della piazza
Poi ci sei tu che cresci
Al centro dei miei occhi.
Magari…Gli Alieni
l’alba mi è caduta
addosso come una scure
svegliandomi
non un cenno di vita
da altri pianeti
lontani
il cielo più grigio
sui vetri più grigi
schiariva
un cuore di TIR
sfriziona
prima delle sette
e dovrebbe essere
legge
solo labbra di donna
una parola d’amore
gli alieni…
ho corso
ho corso circa dieci chilometri
in circa quarantacinque minuti stop
pioveva a dirotto fuori e dentro il k-way stop
ho corso per allontanare le nubi stop
ho corso per non sprecare altro tempo stop
ho corso per non urlare il tuo nome stop
Dalla raccolta inesistente di telegrammi immaginati: Tele.grammi il peso delle parole lontane
4
mi manchi stop
alle poste centrali
c’è troppa fila stop
tra qualche anno, penso,
non ci sarà questa calca
allo sportello pensioni stop
metto tutto quello che ho
in questo telegramma
senza ricevuta di ritorno stop
si, lo so che conosci molto bene
le lettere che compongono il tuo nome stop
p.s.
mentre scrivo
fuori dalle poste
è tutto
soliudine e cielo stop
Dalla raccolta inesistente di telegrammi immaginati: Tele.grammi il peso delle parole lontane
3.
il sole si è spiegato
dietro la collina stop
troppe auto per essere
le sette del mattino stop
qualcuno canta i Queen
al centro della piazza stop
io nel letto sono
un cadavere di piombo stop
una statua senza piedistallo
troppo lontano dai tuoi occhi stop
Dalla raccolta inesistente di telegrammi immaginati: Mi piace
2
Mi piace scriverti
Anche quando non ho niente da dire
e tu non mi rispondi
È come fare quattro passi
sotto al tuo balcone
mentre stai dormendo
(CentroEdiliziaPopolare)
i palazzi del C.E.P.
dove pago dazio al cemento
mi parevano un inno alla vita.
la felicità, mi pare chiaro,
è solo un punto di vista.
La sua voce è un posto molto alto.
Dalla raccolta inesistente di telegrammi immaginati: Tele.grammi il peso delle parole lontane
Vado a fare la spesa stop
scendo i gradini di casa
ed inciampo ancora nel tuo nome stop
di tutte le cadute che ho preso
quella di chiamarti amore
quando non mi sentivi
è stata la più dolorosa
caduta di stile stop
verginità.
il silenzio mi incattivisce,
ed ogni volta la bestia scalcia e farfuglia.
piccole insicurezze addentano i talloni
ed è una fortuna non essere Achille,
per ridermi addosso senza imbarazzi
della mia piccola vita mortale.
Bordate di stomaco e cuore
nel suo silenzio
mi sono trovato vergine.
per vederla passare nel viale,
occhi incollati alla fessura del portone,
il cuore picchiava sul legno smaltato,
cresceva, il mistero, nella paura per l’abisso,
ma allora non sapevo ridere delle mie vertigini
non sapevo ancora di essere un uomo.
Fermati
Ho visto viali in grandi città
Meno trafficate del mio sangue
Dove scorre una sola parola
Che passa e mai si ferma
