era ubriaco e senza occhiali
aveva scelto di essere felice
felicità
vivo la felicità
come fosse un tumore
all’ultimo stadio,
con una certa
rassegnazione,
con incertezza,
sommessamente,
quasi da estraneo,
da ateo,
come se aspettassi
che si è appena palesato.
Come se mi inseguisse
un sorriso a marcia indietro,
per investirmi, dal futuro
grottescamente,
suonando “la Cucaracha” a tutta randa
con le trombe bitonali,
nel mezzo di un mercato messicano
di un vecchio film di frontiera americano.
Ed io immobile, come un gatto
nel mezzo della strada, rapito
dai fari di notte, morirei qui,
non mi sposterei per niente al mondo.
un insolito vaffanculo
come sento lontane stanotte
le carinerie degli amanti,
la certezza della solita notte
addormenta il fine settimana,
la crudele verità è che
e questo è quanto.
fuori, le solite auto
la solita piazza
le solite facce.
dentro trattengo come un orgasmo
un insolito vaffanculo al mondo.
Forse
forse le scrivanie,
le lampade e i muri,
di notte,
non sono luoghi adatti
per farfugliare amore.
I’m not there
il suo corpo è l’ altare
dove non ho mai pregato,
se è vero che il suo culo
è puro misticismo
ed il suo seno un’eterna giovinezza,
la sua parola, mi salva, ogni volta
dal terrore dell’uomo
che mi porto dentro,
è il suo sguardo,
il più vasto dei deserti,
si fanno compagnia;
là c’è una luce che
non conosce solitudine,
là non ci sono.
Sui sentimenti e altre questioni divine
i sentimenti sono una chiave di lettura
spirituale della stessa esistenza,
accaduti una volta,
sono accaduti per sempre.
Sognarli è verificare la teoria del multiverso
dove le cose continuano ad accadere senza una fine
al di fuori della nostra limitata coscienza, ma
con la caducità tipica delle questioni divine.
Natale
Natale spunta
come una luna minacciosa
di neve e solitudine
tra le lucine dei corsi
che si accendono
come gallerie stagionali
come parchi giochi gonfiabili
per bambini ignari
d’aver pagato il biglietto
con fette di futuro stagionato
la gente che attraversa il corso
ha tutta la vita davanti
ha tutta la vita di dietro
mentre un cane lingua penzoloni
regala il suo ricordo allegro al centro della strada
una signora impellicciata lo raccoglie
e c’è sempre qualcuno che si felicita
pensando che sia questo
un atto di sana civiltà,
Non c’è niente da fare,
alla fine del corso, finalmente
il vostro dio si farà uomo
e qualcuno scarterà regali
e qualcuno invece non ne scarterà,
poveri cristi…
la nostra croce è intermittente.
non sarò mai quello che scrivo
non sarò mai quello che scrivo,
scrivo sempre quello che ero
sfiorando appena quello che sono.
Cose mi guardano e non mi ri-guardano
cose che mi ri-guardano
signora con bambino klimt style
anni circa 45
vestita da troppo giovane
solitamente sfoggia un gran bel culo
scolpito con ore due di glutei ripetuti in palestra.
trasuda vita matrimoniale a pezzi.
cose che non mi Ri_guardano
anni circa 24
vestita da troppo vecchia
LV indossata a mo’ di cerotto post-AVIS
solitamente impugna anche un telefono
dotato di apparente supergravità
causa braccia iper_graciline.
Probabili tracce mutanda leopardata.
P.S.
Entrambe indossano troppo profumo.
Non dimenticate i poeti
la solitudine dei poeti
è molto vicina alla morte.
la solitudine dei poeti
è la solitudine dei popoli.
dimenticare un poeta
è dimenticare un popolo.
un passo verso l’abisso.
cose lontane
Un’ ansia di cose lontane,
un mare che monta tempesta
alla fine del fiume
riporta in città i detriti dei monti.
Alle volte mi lascia senza un sorriso,
sbatte una porta in faccia alle parole,
buffo capriccio senza zucchero.
un’ansia di cose lontane,
una notte troppo corta
lascia scoperti i piedi
nel mezzo dell’Inverno.
Poi qualche cosa arriva
senza una spiegazione,
una illusione liturgica
ma senza illusione,
una cosa di uomini,
ma più grande degli uomini,
una certezza di carne,
la carezza del suono,
una piccola voce si gonfia,
un temporale estivo
si fa spazio come una saetta
in un nulla di cielo,
senza muovere l’aria, nel silenzio,
uno spirito santo crudele,
una donna, un nome sinistro
innamorava con destrezza.
