Idrofobia

quando piove la gente è nervosa

ché siamo al 70% di acqua

e un paio di etti di sentimenti

e un pugno di macinato

quando piove la gente è nervosa

ché si vede cadere dal cielo

e cammina il presente

e pensa al futuro.
quando piove la gente è nervosa,

chi lo capisce abbozza un sorriso.

Stamattina mi sono ritrovato a pensarti

stamattina mi sono ritrovato a pensarti
e subito ho pensato che sei cretina
ma poi ho rettificato ripensandoci
che più di te sono io stra_fesso
e poi ho seguitato a pensare
alle tue spalle forse un po’ troppo larghe
alla tua schiena forse un po’ troppo dritta
al tuo viso forse un po’ troppo bello
al tuo culo forse un po’ troppo alto
alle tue scarpe forse un po’ troppo gialle
ai tuoi jeans forse un po’ troppo larghi
alle tue mani forse un po’ troppo piccole
al tuo orologio forse un po’ troppo tardi.

Il mio cuore è più vecchio quando inizia l’Autunno

Immagina un pozzo
con le pareti di mani
una penombra marcia
che odora frutta
appassita da giorni
immagina un buco
con un pieno d’azzurro
e il sole di sbieco 
che disperde i suoi raggi
hanno perso vigore
qualche nuvola oscura 
più buia del pozzo
staziona per ore
come nomi di donne
sopra il dorso del giorno
Qualcosa è cambiato
sembra dire la gente
e prosegue e domanda
e nessuno risponde
e il mio viso è più vecchio
quando inizia l’autunno

Confusione DE_Sentimenti

In questi ultimi tempi mi interrogo spesso sui sentimenti.
(Sarà la crisi d’ un terzo d’età…)
Io mi interrogo sui sentimenti, loro mi interrogano, e poi ci troviamo tutti impreparati.
Interrogo anche il volo degli uccelli, i bassi_fondi di caffé, I rituales, l’ aruspicina, i vinili di Pupo e Malgioglio, et cazzi&mazzi
Pochi risultati, nessuna strategia, tutto petto, Grandi Amadori in cerca d’autore, Piume, improduttività compulsiva, casco ben allacciato e luci accese anche di giorno, sempre!

I Timidi. Dalla raccolta di microracconti ineditabili ” So’ Ragazzi”

Capitava spesso, a quelli un poco timidi,

di tentare di far colpo sulle ragazze con un pensiero profondo,

e succedeva altresì spesso che nel mentre che si era assorti

a meditare qualcosa di profondo, dei tali, meno sprovveduti

si accoppiavano  con le nostre, ignare, ipotetiche, potenziali, fantomatiche, ragazze.

La vita sembrava appartenere sempre un po’ più agli altri.

A noi restavano i silenzi, le parole, i libri, i cuscini, le birre, la musica,

gli amici, lo sport, le droghe, la strada, e tutte le altre cose

che non avevano una figa.

andare-camminare-bestemmiare

Certi giorni le cose mi attraversano come una tempesta furiosa
altre volte resto saldo come un pilone in mezzo al ciclone
soffro la solitudine di tutti in mezzo alla gente
e cerco le voci sincere che parlano al cuore
accetto anche cose terribili
ché l’uomo è crudele
e so perdonare, ridere, dire, fare, baciare,
andare-camminare-lavorare, bestemmiare!

Giovinezza. ( Dalla raccolta Zozzerie d’autore)

Quanta giovinezza ho perduto
nei giorni sfioriti.
Ho provato a morire
ripetendo l’atto della nascita.
Come una parola
mi sono scoperto vergine
nella tua bocca, è lì
ho piantato un seme
all’ombra dell’amore.
Una maledizione, adesso
ti scorre dalle labbra.
Non siamo ancora compromessi! 
Ma quanta giovinezza ho perduto
nel terrore dei giorni.
Quanta giovinezza!
Quanta giovinezza 
è tornata
dal regno dei morti!

ORIZZONTI Tratto dalla raccolta : “microracconti con moccoli in latenza. “

Apri gli occhi, fissa il soffitto, il lampadario, il grigio topo lavato del cielo, lo sguardo oltre la piazza, il corso, la torre, le Apuane, le nuvole, il CALENDARIO. Un altro trasloco all’orizzonte.

Tratto dalla raccolta : “microracconti in con moccoli in latenza. “

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