Alle 8 e 20 – prima di
mettermi a lavorare
ho finito di leggere il libro di Auster*.
quella che chiamo volgarmente realtà
ruggisce dalla stanza di fianco.
Di qua, dal confine di tutte le cose
dove oso camminare spesso al mattino
non sono più che un oggetto
vivo e morto contemporaneamente.
Per qualche istante l’oggetto resta immobile
in mutande a fissare una rondine
sul palazzo difronte
poi l’uccello va via e nel quadro rimane
un odore di nervi e di piume
di ricordi spezzati e
di zucchero acceso.
*Invisibile
