Novembre
Ho voglia di scrivere come se fossi un uomoIn balìa di questa cosa che diciamo realtá.
Scrivere della terra e non di erinni aliene Che mangiano yougurt bianchi come coscienze e cereali che rotolano sopra iperpiani vittoriani.
E poi essere allegro come chi ha fatto il suo dovere. Come chi ha costruito questi muretti a secco che voi chiamate umana appartenenza
E poi è passato ad altro. Verticalizzando. In profondità. Dove dire “dove” è una buffonataEd il “quando” una bestemmia.
Eccoci. Senza un motivo valido.
Il sole infervora gli occhi come una gioia. Terribile nella sua crudeltá. Questa allegria che non fa più domande.
