Novembre21

Novembre

Ho voglia di scrivere come se fossi un uomoIn balìa di questa cosa che diciamo realtá.

Scrivere della terra e non di erinni aliene Che mangiano yougurt bianchi come coscienze e cereali che rotolano sopra iperpiani vittoriani.

E poi essere allegro come chi ha fatto il suo dovere. Come chi ha costruito questi muretti a secco che voi chiamate umana appartenenza

E poi è passato ad altro. Verticalizzando. In profondità. Dove dire “dove” è una buffonataEd il “quando” una bestemmia.

Eccoci. Senza un motivo valido.

Il sole infervora gli occhi come una gioia. Terribile nella sua crudeltá. Questa allegria che non fa più domande.

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L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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