Quando inciampo in qualcosa di bello,
sto in silenzio, così, quando sono felice, non lo so dire.
Le cose migliori si compiono senza bisogno di cornici. Lascio le parole al futuro.
Lascio sempre andare ogni cosa per la sua strada, e una pena gravida di contentezza mi avvolge.
Fare la cosa giusta. Essere presenti senza perturbare gli equilibri, senza tenere nulla per sé che non sia un regalo silenzioso per il prossimo viandante.
Guardare l’orizzonte, saggiare le correnti, intuire la pioggia, provare a leggere i segni senza il soffrire il peso dell’occulto. Questa luce d’Agosto tornerà a far parlare le selci e le viti come croci mozzate, conficcate nell’argilla, che assicurano il tempo alla terra, anticipano la forza del vino. Cadrà la polvere dalle nostre ossa, e faremo un’allegria anche della morte, senza nutrire il bisogno di ragionarci intorno.
Vivere come una pianta. Qualche foto e molta sintesi.
