conservo dentro di me
una voce antica,
una voce forte come una terra,
maliziosa come una coppia di amanti
che riposa sotto l’albero,
calda, come il sole di Agosto,
acuta come il ferro
che picchia sulla pietra,
una voce di campo, roca di fatica,
di mani infilate sotto le gonne,
e di occhi vogliosi alla domenica mattina,
e di vino versato sulla camicia sudata,
una voce piena di vita, e di antica poesia,
la stessa voce con cui ti dico
“buongiorno, amore mio.”
o “vaffanculo”.
