l’antica febbre che mi governa
il randagio che mi porto dentro
questo cane di strada
che si morde la coda
corre sopra un ovale di pietra
senza buone parole,
senza alcuna speranza,
sempre più forte
sempre più alto
sempre più solo
sempre più bello
sempre feroce
al dormiente me stesso
in sonno
come certi massoni
gravidi di pensieri
come coloro che hanno provato
e adesso dormono stremati
sopraffatti dal peso
delle loro stesse azioni
troppo mi è pesato il desiderio
angusto è adesso il cielo
per poterlo contenere.
