quanto mi pesi tu
che dei miei pensieri
ne sei la misura felice
e degli occhi
il sole che acceca.
quanto mi pesi tu
mio termine di
incommensurabile paragone,
mai ho cercato
la tua misura.
ti accolgo come
il giorno che mi sovrasta,
a te legherei
come all’azzurro
il mio arbitrio
e ti direi
portami
là dove tramontano le cose
e tienimi
anche quando il buio
avrà accordato la sua lira
e le mie parole
si faranno ostili
come locuste affamate d’abisso,
Chè poi sarà solo un fiorire
di cose nate nell’ombra
una primavera nata
lontano dal sole
immune
all’ umano avvicendarsi
delle stagioni.
