le cose sono infinitamente diritte
perché siamo infinitamente orbi.
ogni cosa accade in più di quaranta dimensioni
ogni cosa deflagra come una bomba
ogni cosa è un amore nel caos
ogni cosa per comodità ha le sue leggi a cui obbedire
ed un infinito d’altre leggi da trasgredire.
Come un faro
non guardarmi con quella pena negli occhi
e togli dalla voce quella compassione
io non chiedevo che bruciare e
adesso che ardo la mia solitudine
come un gas di scarto del più oscuro degli idrocarburi,
questa fiamma sporca pare un faro
piantato su di un’ isola.
Ed il tuo cuore fifone è una chiatta ben ancorata al fondale,
qualche scossone, ma niente di serio.
Qui è tutto un boato e un silenzio.
ci divide un mare che mi pare un lago
e la tua voce mi arriva intatta, mentre mi farfuglia il pennacchio.
il desiderio a picco sugli scogli fissa l’orizzonte,
non conosce speranza, aspetta, fa quello che può,
non escludendo affatto l’impossibile.
e mi ritrovo e mi riperdo e mi rivedo nel riflesso del fuoco
che sul pelo fermo dell’acqua, inscena sempre uno spettacolo,
addolcirebbe ogni cosa, anche la mia stessa esecuzione.
