lettera mai spedita.

certe volte perso di vista l’orizzonte, avanti allo specchio

ho visto un uomo, misero, con i suoi acciacchi del tempo.

certe volte è come lanciarsi nel vuoto per strapparti un sorriso

per creare nell’aria satura di doveri, una figura anarchica, una risposta.

mi lancio nel vuoto pieno di dubbi, Un’ opera d’arte.

come il gatto si lancia dal tetto contando le vite che gli sono rimaste.

certe volte ho paura di non avere abbastanza sentimento

e che la notte ti scopra i piedi e che ti venga un malanno dell’anima.

Ho imparato ad accogliere la paura con il sorriso

e la goccia di terrore che mi scende in mezzo alle scapole

prima di pronunciare il tuo nome, è un brivido a cui non so rinunciare.

Un orgasmo, un patibolo, una liberazione.

Dentro di me c’è un antico coraggio, conosce il terrore, 

ma non teme la morte quando il cuore è sincero.

certe volte le nostre voci sembrano dire sempre, eccoci!

che vuol dire tutto e non vuol dire niente.

Il resto è incertezza e paura…

ma soprattutto coraggio!

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