poesie inutili

scrivo poesie
che non leggerà nessuno
né all’ ombra di alcun albero
né in afose giornate d’estate
scrivo poesie inutili
dove la bellezza fa il verso
alla bellezza
e la solitudine
ci gira in tondo
e sembra cantare vecchie filastrocche
dove casca il mondo
e casca la notte, e poi
andiamo tutti giù per terra.
cadono e accadono
le cose e le parole
mele troppo mature,
o frutti acerbi troppo pesanti.
il mio sentimento pare
un inno al frigo deserto,
smuove il segno della bottiglia
di vino dimenticata e poco altro,
solca solo il mio petto
dove semina e innesta
piante dai colori meravigliosi
che non fioriranno mai
in questo giardino d’ inverno.

sono l’assegno scoperto

urlo le mie pene al silenzio

ogni notte, ogni giorno

a cercare il verso a questo gorgo,

esplodo nella notte un castigo

faccia al muro, disegno un paradiso abusivo,

dietro la lavagna dei peccati.

consumo le mie passioni ferocemente

e come bestia ferita mi trascino nei viali,

il sorriso gentile e le buone maniere

nascondono a stento questo fuoco,

questa lava è perduta nel cuore della steppa del suo silenzio

muoio ogni notte sull’altopiano straniero del suo sorriso.

non c’è niente da fare mi ripete una voce!

Non posso che morire, adesso, e ardere e brillare

e lasciare questa traccia sull’asfalto manco fosse il cielo.

Sono la sconfitta negata,

l’albero che hai tentato vanamente di abbattere

è morto invece per mancanza di acqua,

il filo d’erba che ha resistito al camion,

la sera che ha legato i polsi al sole

e ha tinto di rosso  la notte.

Sono la stella caduta che non si vuole spegnere.

Sono l’assegno scoperto che ti ha fatto bella per qualche ora
prima che venissero a rinchiudermi.

i bar della stazione

mi piacciono i bar della stazione
la domenica mattina, d’ Inverno.
il sole ancora basso filtra dai vetri
sembra chiedere permesso
i pochi italiani non parlano a voce alta
i tanti stranieri liberano la loro lingua
dopo una settimana di parole forzate.
io sono uno di loro, parlo coi gesti,
la mia voce diventa straniera
il giorno mi mette un timbro sul passaporto
la vita sembra appesa al mattino.

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