Tu eri il naufrago che s’ aggrappa allo scoglio, io ero la barca appena affondata.

Mi allontanavo. Mi voltai. Nella folla.  Subito ti vidi.

Tu eri il naufrago che s’ aggrappa allo scoglio

io ero la barca appena affondata.

La marea ti porterà ancora queste assi di legno,

buone da ardere o per farne un riparo. 

Adesso però indossa quel tubino nero

ed un calice di vino bianco sudato.

Sali su quei tacchi discreti.

Che sia a portata di labbra il tuo collo.

Cercami ancora con lo sguardo di quella sera,

quando ti lasciai al bancone senza una parola

ed il tuo sguardo mi inchiodava il passo.

non ero ubriaco

le cose del giorno pesano sulla schiena e negli occhi

le cose della notte pesano l’assenza delle cose del giorno

le cose di domani pesano di domande senza risposte

proprio come molte altre cose del passato

e poi c’è una musica che non chiede spiegazioni

dove le cose pesanti galleggiano come uova sode nel mare

e parlare del tempo non ha più un significato.

non ero ubriaco, stavo solo ballando la mia musica.

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