c’è un sacco di gente che scrive,
molti di loro si ritengono addirittura scrittori e poeti,
io trovo sempre meno libri che vale la pena leggere
e certi cartelli stradali hanno più poesia
della maggior parte dei libri di poesia,
la ragione dei “perchè” è anch’essa un accento sbagliato
e provo pena e compassione per certe masturbazioni
infinita tristezza per certi ego zeppi di niente
cazzi pieni d’acqua e scorregge col fiocco
bramano ogni tipo di ricompensa,
azione e reazione, domanda ed offerta,
un altro atto impuro è mischiare
termodinamica ed economia post liberale.
Io rivendico l’inutilità della vita
e mi accontento di un sorriso, una buona parola,
una fetta di culo, un bicchiere di vino,
dell’allegria che permane nel ricordo
di chi ci ha visti passare, e ne ha approfittato
così come ne approfitto quando vi vedo passare.
tu sei il fiore di campo
tu sei il fiore di campo,
la margherita e il papavero
ed io la spora che aspetta
e rimbalza sui prati d’asfalto
con il suo peso di morte.
se pure il vento mi portasse da te
rimarrei sulla pietra a guardarti.
come un cecchino stanco,
arroccato tra le macerie della vita
divenuto per metà cemento.
ho venduto metà anima al diavolo,
l’altra metà l’avevi già pignorata.
